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Attentato a Londra, un paio di riflessioni dall`India

New Delhi, 24 marzo 2017

   Stamane al parco di Hauz Khas, dove vado a correre, ho visto che hanno messo del filo spinato sulla recinzione e un nuovo cancello per chiudere un sentiero che si perde in un fitto bosco vicino a uno slum di Hauz Khas Village. Non e` una protezione dalle scimmie...penso sia per evitare intrusioni nel parco che viene chiuso di notte.
   Filo spinato e muri di cemento sono articoli in grande richiesta ultimamente e ahime`, temo, lo saranno sempre di piu`. Barriere di cemento e cortine di ferro contro attentatori suicidi, contro migranti disperati che scappano dalle guerre, contro chi vuole una vita migliore, come quella che vede su internet. All`epoca della guerra fredda c`erano i muri per separare chi la pensava diversamente.  Adesso i muri servono a isolare i poveri dal resto della popolazione piu` fortunata. Lo scontro di civilta` c`e` come ha previsto Samuel P. Huntington, ma non c`entra la religione o l`ideologia, e` un puro scontro tra `chi ha` e  `chi non ha`, tra le riccche elite e le masse di indigenti.
   Nello stesso giorno dell`attentato a Londra, circa 150 persone (ma nessuno sa quante di preciso) sono state uccise dai bombardamenti a tappeto a Mosul.  Non penso siano tutti terroristi dell`Isis, ho letto che sono civili intrappolati nella guerra tra la coalizione (US e UK)  e l`Isis (che a sua volta sara` appoggiato da qualuno altro). Nessuno ha acceso la bandiera irachena sulla torre Eiffel o sulla Porta di Brandeburgo. Nessuno ha condannato la strage o anche solo chiesto scusa. E` considerato un danno collaterale di operazioni militari che avvengono in un centro abitato.
    Con questo non voglio sminuire l`atrocita` del massacro di Londra. Tra le vittime ci poteva essere anche mia figlia che studia al Kings College,  qualche isolato piu` in la da Westmister, e che quel ponte lo percorre forse ogni giorno. E` un crimine bestiale e i pazzi estremisti vanno fermati. Ma se, a partire dai media, cominciamo a considerare con lo stesso rispetto e attenzione anche le vittime in Iraq, Siria, Pakistan, Yemen ecc, magari riusciamo meglio a combattere il fanatismo senza erigere dei muri.