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KHUMB MELA 5 - Il bagno dei naga sadhu

Venerdi', 15 febbraio 2013
All'alba in punto, centinaia di ''naga sadhu'', gli asceti nudi coperti di cenere, si buttano nel Gange dove si unisce al suo affluente Yamuna dopo aver lanciato in aria le loro ghirlande di marigold arancioni.
Per questi scatti mi sono svegliata nella notte, fatto qualche chilometro tra le orde di pellegrini in marcia e anche io - mio malgrado - rimasta immersa fino alla cintola nelle acque sacre. Sforzo meritato.
L'immagine di questi esseri luciferini che si lanciano in acqua con tridenti, scimitarre e bastoni, nella luce gialla dei lampioni e tra i fischietti inarrestabili dei volontari, in un mare di umanita' agitata e urlante, ricorda piu' un girone infernale che una preghiera nel fiume piu' sacro per gli induisti.  Ma in fondo, e' come l'India, dove l'orrore a volte puo' essere sublime.


KUMBH MELA 4 - C'e' anche il luna park

Era da tempo che non mi divertivo cosi' tanto ad uno spettacolo. Ho scoperto che vicino al ''media camp'' c'e' un luna park diciamo 'tematico' . Nel senso che ci sono rudimentali plastici su Gange e Yamuna e dovertimenti vari ispirati a varie divinita' indu'. In un capannone  che ospitava una esibizione sui fiumi si parlava anche di inquinamento. Oltre all'immancabile ruota panoramica, ci sono diverse giostre e vari fenomeni da baraccone che - mi ricordo - c'erano alla fiera del mio paese, Chivasso, quando ero bambina. Tipo gli spettacoli con le stunt car in quella specie di cilindrone di legno. Poi i tirarassegno con i palloncini da colpire, la casa degli orrori e, meraviglia, il prestigiatore! Ovviamente mi sono fiondata da quest'ultimo. Erano talmente sorpresi di vedere una straniera che mi hanno perfino omaggiato l'ingresso (10 rupie).

La sala era piena e il mago era gia' sul palco. Ha iniziato con il gioco delle carte e poi, con fare un po' svogliato, forse perche' lo deve fare in continuazione, ha cominciato a esibirsi in trucchi che di solito si trovano nella ''scatola del prestigiatore'' dei bambini. Di tanto in tanto andava a svuotare una brocca che si riempiva ''magicamente'' e mentre versava l'acqua diceva ''Ecco l'acqua del Gange!''. Due soubrette un po' impacciate e con un trucco vistoso gli portavano i vassoi con i vari aggeggi da illusionista. Poi e' venuta l'ora dei pezzi forti, le ragazza trafitta dalle lame e l'ultimo, che e' il momento clou, quando si e' materializzato dentro un vecchio cassone al posto di un ragazzo impacciato che aveva fatto finta di scegliere tra il pubblico.


kUMBH MELA 3 - Il posto giunto per abbandonare la nonna

Allahabad, 13 febbraio 2013
Dall'altoparlante trasmettono continuamente appelli per gente disperse. C'e' una ngo che dal 1954 si occupa delle persone che si perdono al Kumbh Mela. E' stata oggetto di diversi articoli sui giornali. Cerco il posto, girando un'oretta, che e' uno dei tanti recinti con la scritta in hindi e aperto 24 su 24. Incontro il responsabile e poi due ragazze che fanno volontariato. Mi siedo con loro al tavolo all'ingresso.
   Dal 14 gennaio, inizio del raduno, sono giunte circa 100 mila segnalazioni. Mi sembra inverosimile. In effetti nei 15 minuti che sto li ne arriva piu' o meno una al minuto. E sono nella sezione ''donne disperse''. Gli uomini sono a fianco. E' stato portato anche un bambino di sei anni, che dopo un po' e' scoppiato in lacrime in braccio a una delle volontarie. Per fortuna dopo mezzora grazie agli annunci e' arrivato uno zio a prenderselo. L'ong offre da dormire e da mangiare ai ''dispersi''. La maggior parte sono anziane donne della campagna senza telefonino. ''Capita a volte che i familiari le abbandonino qui perche' questo e' un luogo sacro. Allora dopo un po' di giorni le mettiamo su un treno e le mandiamo a casa'' mi dice una ragazza che abita a Lucknow e che era venuta qui per la prima volta come pellegrina con la famiglia e poi ha deciso di impegnarsi nell'ong.

KUMBH MELA 2 - Tende di lusso per giornalisti stranieri

Allahabad, 12 febbraio 2013

Penso che sia il colmo fare il piu' importante pellegrinaggio induista in un posto  che si chiama ''la citta' di Allah'' ovvero Allahabad. Ma poi ho scoperto che qui la chiamano con il vecchio nome di Prayag.
Ho trovato una tenda all'International Media Camp, un accampamento di lusso per giornalisti stranieri al prezzo politico di 700 rupie a notte. So che tende simili costano circa 100 dollari nei giorni clou per le immersioni. In effetti le tende sono belle e spaziose, con gabinetti all'occidentale sul retro. Per l'acqua calda ci hanno fornito una resistenza che si mette nel secchio, ma che ho paura ad usare. Mi dispiace di non stare con i colleghi indiani che invece sono ammassati in dormitori non so esattamente dove.
Mi hanno poi dato un pass con la foto, un libretto con le info sul Kumbh e una mappa un po' approssimativa. E poi per consolarmi mi hanno detto che ''dopo due o tre giorni si comincia a capire''.
La prima uscita e' stata disastrosa in effetti. Ci ho messo un paio di ore a raggiungere il fiume dove ho visto l'aarti, la cerimonia serale di adorazione del Gange (vedi qui sotto).

Il colpo d'occhio visto da un tempio in stile sud indiano a tre piani e' sconvolgente. E' un'immensa tendopoli. Non si vede la fine. Ancora una volta mi sono venute in mente le grandi crisi umanitarie.
A fendere la folla che va in tutte le direzioni, come in un formicaio, mi vengono le vertigini. Penso che se mi succede qualcosa, tipo  un malore, potrei sparire senza che nessuno se ne accorga...Ma poi mi accorgo che ogni 50 metri ci sono dei poliziotti che dirigono la gente e danno informazioni. Comincio a capire che c'e' una complessa organizzazione. 

KUMBH MELA 1 - Stazione di Allahabad, tragedia annunciata

Allahabad, 11 febbraio

Sono arrivata alla stazione di Allahabad un paio di ore prima che succedesse la ressa dove sono morte 36 persone. Che la situazione era sfuggita al controllo era chiaro. Quando il treno e' arrivato non c'era fisicamente lo spazio per scendere. Mi sono fatta largo a spintoni sul binario fendendo la folla che prendeva d'assalto il convoglio da cui ero scesa. A un certo punto ho sollevato un'anziano sadhu che era caduto. Sembra impossibile, ma in situazioni come queste di calca estrema non ci si puo' fermare. Si e' costretti ad andare avanti per stare in piedi. Ce la fa chi e' piu' alto e piu' forte.
Per due volte ho tentato di salire le scale della passerella da cui scendeva la fiumana. Il pericolo maggiore erano le persone sedute o sdraiate per terra che impedivano il passaggio. Altra mina vagante, la colonna di  ''coolie'', i facchini, con enormi carichi sulla testa, che avanzavano come une falange romana.
Dopo mezzora ero fuori dall'inferno, ma mi sono trovata un altro muro di umanita' da scavalcare. I poliziotti stavano cercando di fermare invano la marea, ma era evidente che avevano gettato la spugna.

Una tragedia annunciata insomma. E' bastato che uno cadesse dalla passerella per causare la sciagura. Come e' possibile che si muoia calpestati? Deve essere una fine orribile. E' una cosa abbastanza frequente in India. Anzi il bilancio della ressa e' stato contenuto se si considera i milioni di pellegrini arrivati ieri per il giorno piu' sacro.
Nel solito scaricabarile, gli organizzatori denunciano l'operato delle Ferrovie, le quali invece accusano quelli del Kumbh Mela per non aver ritardato le partenze dei fedeli e chiuso le strade di accesso alla stazione.  Come sempre non si sapra' mai che e' successo. Certo il sovraffollamento, fenomeno frequente in India, e' il principale responsabile. Intanto mi chiedo con sorpresa come raduni religiosi del genere abbiano ancora mantenuto intatto il loro potere di richiamo, anzi lo hanno moltiplicato, anche oggi nell'era digitale quando tutto il mondo (ma solo quello terreno) e' a portata di mouse.   

Quando il Sole entra nel Capricorno…

Cinque milioni di pellegrini al Kumbh Mela di Haridwar

Oggi è Makar Sankranti, parola sanscrita che indica il passaggio del Sole nella costellazione del Capricorno secondo il complesso zodiaco induista. Ho scoperto che è uno dei giorni più importanti del calendario e coincide con diverse attività e celebrazioni. E’ il giorno della mietitura, ma è anche considerato la fine dell’inverno, anche se fa ancora un freddo cane. Qui a Delhi lo chiamano Lohri, accendono dei falò e fanno dei riti propiziatori. In Gujarat oggi inizia la festa degli aquiloni e ad Haridwar, sul Gange, sempre oggi, è iniziato il Kumbh Mela. Da uno ai 5 milioni di pellegrini – le stime variano – hanno o faranno il primo bagno nelle acque del fiume sacro quest’anno eccezionalmente gelide. Il Purna Kumbh Mela 2010 di Haridwar non è quello più grande ma fa poca differenza quando si parla di qualche milione in più o in meno di visitatori. Dicono che il Kumbh Mela sia uno dei più grandi assembramenti religiosi del mondo, forse più della Mecca. Le resse fanno ogni volta decine di morti. Sempre oggi in Bengala Occidentale, in un altro bagno sacro, il Ganga Sagar, diversi pellegrini sono stati uccisi perché schiacciati dalla calca. Mi chiedo spesso se tanto fervore religioso in posti come Haridwar, Benares o ancora di piú Gerusalemme, abbiano il potere di “accumulare” energie positive, quindi benefiche per chi si trova a contatto. Casualmente ieri pomeriggio, all’American Embassy School, c’era una conferenza di un fotografo Martin Gray che da ben 40 anni non fa altro che immortalare posti sacri (www.sacredsites.com). Le sue foto, semplicemente perfette, sono finite anche sul National Geographic. Non senza presunzione, è convinto di ricevere l’aiuto delle divinità quando fotografa i posti sacri. In effetti alcune sembrano solo frutto di buona sorte nel senso di luce ideale e posizione ideale.
Tornando al Makar Sankranti, alla transizione del Sole e ai 5 milioni di pellegrini che in questo momento adorano le acque di un fiume, c’è anche un'altra coincidenza di fenomeni naturali, l’eclisse solare prevista domani…e che dire del devastante terremoto di Haiti?