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Sri Lanka, perla o lacrima dell'Oceano Indiano?

    Sono stata una settimana in Sri Lanka, o Ceylon come mi piace ancora chiamare questa isola che ogni tanto e’ paragonata a una lacrima o una perla dell’India e dell'oceano Indiano. Da quando e’ terminato il conflitto con i ribelli delle Tigri Tamil tre anni fa e’ in piena espansione economica e anche il turismo va a gonfie vele. Ho incontrato anche molti italiani in vacanza sulle spiagge del sud. Per la prima volta ho visto Colombo senza posti di blocco e senza piu’  i segni delle bombe. La presenza militare, prima massiccia si e’ ridotta enormente. Insomma sembra un piccolo paradiso. Peccato che il governo di Mahindra Rajapaksa, saldamente al potere con il sostegno della lobby economica e religiosa buddista abbia fatto piazza pulita di ogni rivendicazione del 13 % circa di tamil e di tutti i non cingalesi che vivono soprattutto nel nord e nord est dove c’erano i territori occupati dai separatisti Eelam. Ma quello che e’ peggio e’ che non ci sia neppure un dibattito sull’argomento. La stampa e’ stata epurata e quindi e’ schierata su posizioni governative. Il presidente, dalla tunica bianca e la sciarpetta rossa, e’ onnipresente nelle notizie e foto ma solo in occasione celebrative, mentre inaugura qualcosa , tiene una conferenza o incontra dei lavoratori.
     Nei giorni della mia presenza, la Commissione dei Diritti dell’Uomo dell’Onu a Ginevra aveva appena approvato una risoluzione in cui si chiedeva al governo di Colombo di prendere azione contro coloro che hanno commesso abusi durante l’offensiva del Maggio 2009 in cui migliaia di civili sono stati presi in mezzo a combattimenti in una ristretta fascia costiera a nord di Trincomalee. All’epoca ero la’ e c’era l’esercito davanti agli ospedali per impedire che i giornalisti andassero a curiosare per testimoniare gli orrori sui civili. Ero entrata come turista, ai giornalisti rifiutavano il visto.
     L’Onu pensa che sono stati massacrati 7 mila civili tamil, ma altre ong parlano di 40 mila morti. Il governo ha anche promosso una propria inchiesta in cui si e’ preso diversi impegni a favore della minoranza etnica e religiiosa (sono induisti e cristiani).
     I giornali erano pieni di commenti velenosi contro Stati Uniti e tutti i Paesi che avevano votato la risoluzione a Ginevra , tra cui anche il ‘’grande fratello’’ India, mentre l’altra potenza rivale asiatica, la Cina, si era opposta. Il governo accusa i Paesi occidentali di due pesi e due misure nella lotta al terrorismo giustificando le azioni militari in Aghanistan o in Iraq, per esempio.
    Io sono stata soltanto sulla costa meridionale, la piu’ ricca e sviluppata dove non c’e’ traccia dei tamil. Non so quindi cosa succeede nel nord dove gli sfollati sono ritornati ed e’ iniziata la ricostruzione, almeno dicono con una buona dose di investimenti indiani e cinesi.
    A Bentota, angolo di paradiso pieno di testuggini marine e laguni con mangrovie e coccodrilli, un enorme cartello stradale accoglie I viaggiatori: ‘’Abbiamo sconfitto il terrorismo, che c’e’ di male? “. Bisognerebbere chiederlo ai tamil.