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India o Indie? Telangana e gli altri secessionisti

New Delhi, 15 Agosto 2013
La decisione del Congress di dare il via libera a Telangana, nell'Andhra Pradesh, ha sollevato un verminaio di rivendicazioni separatiste di cui non avevo mai sentito parlare. Da quanto ho capito, il partito di Sonia Gandhi ha deciso di dire si' agli autonomisti di Hyderabad per calcolo politico in vista delle elezioni del 2014. E cosi' - come intitolava un quotidiano - a 66 anni la ''madre India'' ha partorito il 29esimo stato. Se sara' approvato dal Parlamento quelli che parlano ''telugu'' avranno una loro nazione di 30,2 milioni di abitanti e 17 deputati. Quello che non era previsto e' l'effetto domino che si e' scatenato ai quattro angoli del subcontinente. Questa e' un'altra riflessione da fare sulle contraddizioni dell'India nel giorno in cui festeggia l'anniversario dell'Indipendenza. Quante Indie ci sono? Un rapporto del 24 luglio del ministero degli Interni riferisce che ci sono ben 21 domande di nuovi Stati. Ci sono i dossier bollenti di Gorkhaland (Darjeeling) e di Bodoland (Assam) che da anni si agitano per far riconoscere la loro identita'. C'e' perfino il timore che i due movimenti secessionisti uniscano le loro forze. Sono pero' piccole realta' di appena 3 milioni ciascuno. E' invece una regione da 60 milioni, quindi come l'Italia, il Purvanchal, costola orientale dell'immenso Uttar Pradesh. Poi c'e' il Bundelkhand, che sono i distretti tribali del Madhya Pradesh abitati da 50 milioni di persone e con la stessa popolazione l'Harit Pradesh, altro pezzo dell'Uttar Pradesh occidentale. Delle altre rivendicazione non ne sapevo nulla: Vidarbha, la povera regione del Maharashtra, ''famosa'' per i contadini indebitati che si suicidano, il Mithilanchal, a cavallo tra Bihar e Jharkhand e perfino il buddista Ladakh, che (giustamente) non si riconosce nel Jammu e Kashmir.