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A EST DELLE INDIE/ Bangkok, la casa di Terzani e' in vendita!

Bangkok, 4 ottobre 2016

   Sono andata a vedere se la”Turtle House” di Tiziano Terzani a Sukhumvit 39 esisteva ancora. Sapevo che da diversi anni era stata trasfornata in un ristorante, Lai Thai, che pero’ quest’anno aveva chiuso. Con orrrore pensavo ci fosse un cantiere edile.
   Invece, sorpresa... la casa descritta in "Un indovino mi disse" e’ in vendita o affitto come vedete da questa foto. Prima o poi arrivera' il palazzinaro, Mi verrebbe voglia di lanciare una colletta.

Himalaya/Almora, ecco la villa di Terzani nel parco di Binsar! Il 'rifugio di Anam'

Binsar (Almora), 10 giugno 2015

   “Forse è perché, da viaggiatore, si è sempre altrove, che alla fine ci sono tanti posti – probabilmente troppi – in cui uno si sente stranamente «a casa». Sono arrivato qui al tramonto con Billa alla guida e Mahesh al suo fianco e l’Himalaya mi ha accolto con la più straordinaria cerimonia della natura. Le montagne limpide fino in Nepal, il cielo azzurrissimo e la luna prima come una carta velina bianca, poi fosforescente, grandiosa, come un insolitissimo gioiello. I pini e i cedri si son fatti neri, il cielo arancione, poi violetto, la valle si è taciuta e il silenzio era rotto solo dal lontano latrare dei cani. Che benvenuto!”.

    Ho letto i diari di Tiziano Terzani (Un’idea di destino) da cui e’ tratto questo brano scritto il 20 gennaio 2002 quando ritorna ad Almora con l’intenzione di starci per un paio di mesi ospite di una coppia, Vivek Datta e la moglie belga Marie-Therese. Poi ci e’ stato dal 2000 al 2002 con qualche interruzione come leggo nella prefazione della moglie Angela Staude.
   Da queste sue note sono riuscita a capire dove era il suo ‘rifugio’ nel parco di Binsar, a oltre 30 chilometri dalla citta' di Almora, nello stato himalayano dell'Uttaranchal. E’ stata una vera emozione ripercorrere a piedi quegli stessi sentieri e vedere quegli stessi paesaggi, anche in questa stagione non si vedono i picchi innevati e i rododendri non sono in fiore. La pineta e’ secca e le montagne hanno un aspetto autunnale, un po’ triste. Anche le albe e i tramonti non sono luminose come quelle che lui descrive. Se devo dire la verita’ non c’e’ nulla che corrisponde nella ‘cerimonia della natura’ di cui parla. Purtroppo sono nella stagione sbagliata, mi hanno detto quelli del posto. Oppure non sono cosi’ incantata e ispirata da questa parte di Himalaya come lo e’ stato lui. 
   Dunque ho trovato la sua casa dove si era ritirato per fuggire ad un India che ormai non gli piaceva piu’ e anche per accettare la sua malattia mortale. Qui ha iniziato a scrivere un ‘Altro Giro di Giostra’ e qui ha scritto anche la lettera dall’Himalaya “Che fare?” all’epoca della polemica con Oriana Fallaci.
   Mi aspettavo di vedere una ‘baita’, ma in realta’ e’ una bella e grande casa in pietra all’interno di un ‘estate’, un grande appezzamento di terra coltivato dove ci sono anche altre ville coloniali tra cui quella della proprietaria, Mukti Datta, una attivista impegnata sul tema dell’ambiente e delle donne. Mukti e’ la figlia di Vivek Datta, il coltissimo ‘guru’ di Terzani, scomparso nel 2009. Quando parla di lui cita un proverbio: “quando l’allievo e’ pronto il maestro compare”. I Datta hanno comprato l’appezzamento nel 1956 e da allora vivono la’.

Himalaya/Almora, in cerca di Tiziano Terzani - 2

Almora, 8 giugno 2015

    Comincio a capire perche’ Terzani ha scelto queste montagne per il suo 'altro giro di giostra" prima di rientrare in Italia per gli ultimi anni di vita. Ho scoperto che a una decina di chilometri da Almora c’e’ un posto, chiamato Kasar Devi, che da oltre un secolo attira gli stranieri. Sono rimasta letteralmente a bocca aperta quando ho letto la sfilza di personaggi che sono passati di qui a partire dalla fine dell’Ottocento fino agli Anni della beat generation nel 1960 e ’70. Ammetto la mia ignoranza, ma e’ inspiegabile come dopo tanti anni di India non ne abbia mai sentito parlare. Non si finisce mai di imparare in questo Paese. Probabilmente sara’ anche che non appartenendo a quella generazione non abbia avuto occasione di leggere o approfondire gli autori che sono stati qui.
   Terzani di sicuro lo sapeva anche se non c’e’ menzione, mi sembra, nei suoi scritti, ma non posso giurarci in quanto non ho ancora letto i diari che sono la materia del suo ultimi libro postumo Un'Idea di Destino.
    In pratica Kasar Devi e Almora erano un po’ come Rishikesh dove si sono ritirati i Beatles tra droghe e santoni. Qui ci arrivarono Bob Dylan e Cat Steven. E poi gente che insomma andava giu’ pesante con le droghe, come il teorico americano dell’LSD Thimoty Francis Leary , il poeta e suo amico Allen Ginsberg, il traduttore del Libro tibetano dei morti, Walter Evans Wenz.
    E poi, addirittura, sembrerebbe anche lo stesso Herman Hesse! Per la lista completa rimando a wikipedia che menziona una anche una cresta tra due vallate, che si estende per un paio di km, nota tra la gente del posto come Crank’s Ridge. Ho cercato il significato di ‘crank’ in italiano, sarebbe manovella, ma si puo’ tradurre come ‘collina degli svitati’. Evidentemente la gente che la frequentava era un po’ eccentrica.

Himalaya/Almora, in cerca di Tiziano Terzani - 1

Almora (Uttarakhand), 7 giugno 2015


  Stremata dalla calura e dall’aria ammorbata di Delhi, due giorni fa ho preso la moto e sono venuta in Himalaya.  Detto cosi’ fa un certo effetto, ma e’ esattamente come quelli di Torino che vanno nelle prime vallate alpine per sfuggire all’afa. In 400 o 500 chilometri si arriva gia’ a 1800 metri e si puo’ respirare.
Sono ad Almora perche’ qui in queste valli era venuto Tiziano Terzani a cercare pace alla sua malattia e alla sua inquietudine. Mi interessa capire perche’ aveva scelto proprio queste montagne.
    Almora e’a circa 380 km a nord-est di Delhi, ci si arriva passando dal parco di Corbett, quello delle tigri, oppure attraverso Nainital, una cittadina che sorge intorno a un bel lago. Ho fatto sosta notturna in una lodge della riserva dove ci sono frotte di turisti che fanno i safari con gli elefanti e le jeep.
     La strada passa per Ranicket, che e’ un’altra meta turistica e buen ritiro degli inglesi. Una mia guida dell’Uttarackand la descrive come un eden fiorito. Adesso e’ decisamente appassito oltre che pieno di rifiuti,come lo sono purtroppo le citta’himalayane.
    In questa stagione, e soprattutto dopo il caldo di queste settimane, le foreste di cedri sono cosi’ secche che uno si chiede se non c’e’stato un incendio. Cosa che secondo me e’molto facile dato che e’ tutto ricoperto di aghi secchi. Io non sono esperta di botanica,ma mi hanno detto che e’ normale in questa stagione che i cedri siano mezzi ingialliti.
    Vista da lontano Almora sembra una metropoli perche’ si distende in verticale su un intero lato della vallata. Ci sono anche dei palazzoni abbastanza orrendi.
 Pero’ poi quando si entra nella parte piu’ vecchia, nella Mall road, si ha un’altra impressione.
  Sto in una guesthouse indicata dalla mia vecchia Lonely Planet, ‘Kailas International Hotel’ gestita da un ultra novantenne, Jawahar Lal Shah, un banchiere che e’ stato ‘nazionalizzato’ all’epoca di Indira Gandhi se non sbaglio.