Goa come Pattaya? No grazie. E' rivolta contro il Playboy Cafe'

Ho temporaneamente lasciato i maro' a New Delhi e mi sono presa una pausa a Goa, l'ex colonia portoghese, sul Mar Arabico, ed ex meta gloriosa degli hippies europei. Ora e' diventata il ''posto al sole''  di villeggianti russi e pensionato tropicale per britannici.  Bel salto non c'e' che dire.
All'ombra delle palme e nei baretti sulle spiagge dove sono tornate le vacche (e' fine stagione), impazza una nuova polemica. E' sul primo Playboy Cafe' che dovrebbe essere inaugurato  a Candolim. ''Primo'' perche' la famosa rivista americana vorrebbe aprire un centinaio di locali in tutta l'India nei prossimi dieci anni. Non direttamente ma con un partner indiano che ha comprato il franchising, come si fa in questi casi.
Non e' chiaro se le cameriere saranno vestite da conigliette, ma il progetto ha sollevato un coro di polemiche. Goa e' governata dal partito di centro destra del Bjp che e' di solito ostile a tentativi di occidentalizzazione. Un parlamentare ha minacciato uno sciopero della fame. C'e' anche una certa resistenza da parte della popolazione locale contraria a fare dell'ex colonia portoghese una meta per il turismo sessuale indiano e straniero. E di fatti anche il partito del Congresso e' contrario. Ovviamente chi si oppone passa come moralista bacchettone. Ma se uno ci pensa bene, e' una fortuna per Goa che si ostacoli fin dal nascere questo tipo di ''messaggi''  che non fanno altro che promuovere la mercificazione della donna. Il che non e' proprio il caso dopo l'escalation di violenze sessuali in India.
Leggo stamattina sul quotidiano locale The Herald un editoriale intitolato ''Playboy Parties'' dove si mette in guardia dal trasformare Goa in una ''meta del peccato'', con feste, gioco d'azzardo e prostituzione per i ''nuovi ricchi'' indiani.  'La gente di Goa e' molto preoccupata - scrive il giornale - da questa nuova immagine che si cerca di promuovere. Se i ricchi indiani e gli industriali vogliono una sorta di Las Vegas o Sun City per il loro divertimento, deve essere Goa questo posto? Le citta' citate sopra sono state create nel deserto e costruite dal nulla, non nel bel mezzo di villaggi, di comunita' radicate nel territorio, con una ricca cultura e una popolazione locale istruita e con una forte coscienza della propria identita'. Pensiamoci''. Si' , pensiamoci sul serio, e vorrei che lo facessero anche a New Delhi.

Vecchia Goa, alla scoperta del porto romano di Gopakapattana

Vecchia Goa, 3 aprile 2013
Per caso, mentre gironzolavo nella vecchia Goa per il mio progetto ''Christianity Circuit'' ho scoperto dell'esistenza del porto di Gopakapattana, ''porto di Gopaka'', (pattana in sascrito e' porto) ora insabbiato nel fiume Zuavi. Era il porto ufficiale dei regnanti locali prima che i portoghesi costruissero Panjim.
   In realta' me ne aveva parlato padre Cosme Jose' Costa del convento di Pilar, un esperto della storia di Goa e che proprio nell'area di Gopakapattana ha trovato diversi reperti dell'epoca romana a dimostrazione che Roma usava questo porto per il suo business. Ma soprattutto ha trovato qui una croce di San Tommaso che dimostra l'esistenza del cristianesimo a Goa prima che arrivassero i gesuiti portoghesi.
   Padre Cosme, un personaggio davvero unico che sono stata felice di conoscere, mi aveva detto di andarci immediatamente perche' sono i giorni di luna nuova e quindi di bassa marea. Solo in questi giorni e al tramonto le rovine affiorano dal letto del fiume.

   Cogliendo la fortuna al volo, mi sono precipitate sulla sponda del fiume. Dopo aver chiesto a dei pescatori di gamberetti, ho individuato le rovine: un muro di recinzione fatto da grosse pietre squadrate che si allunga per 5 chilometri (vedi foto qui sopra) . Cosa era? Boh. Certo ci sarebbe da scavare per capirne di piu'.
   Secondo padre Costa questo porto era usato dai romani fin dal 47 avanti Cristo quando il mercante greco Hippalus scopre una ''via diretta'' per andare in India grazie ai venti del monsone di nord est. Pero' a quanto pare i galeoni dei romani continuavano a costeggiare la penisola arabica, poi la foce dell'Indo, e da qui tutti gli scali sulla costa indiana compreso questo di Gopakapattana dove compravano cocco, legno di teak, ferro, rame e altri materiali di cui ancora oggi e' ricca la zona.

Maro', gli agnelli pasquali di New Delhi

Oggi sono andata alla Messa di Pasqua alla Nunziatura di New Delhi. C'erano anche i maro' accompagnati dall'ambasciatore Daniele Mancini e dalla consorte. Li ho fotografati all'ingresso e l'ambasciatrice - che si vede nello scatto qui sotto - si e' arrabbiata dicendo che loro volevano foto.  Caso strano pero' perche' hanno invece gradito l'intervista alla Rai della domenica precedente andata in onda sul tiggi' uno delle 13.30 dopo la benedizione del Papa.
Da quando sono tornati a Delhi,  Latorre e Girone mi sembrano davvero depressi. Non deve essere facile essere la vittima delle oscure trame e congetture dei vari poteri forti. Ancora devo capire perche' li hanno rimandati indietro. Il ministro Terzi ha detto che non era d'accordo e poi si dimesso. Il premier Monti pare non ne sapesse nulla.
Guardavo i due nella loggia superiore della piccola cappella, in stile neoclassico e tutta color crema. La Messa era in inglese celebrata dal Nunzio, il napoletano Salvatore Pennacchio. Non sono sicura che abbiano fatto la Comunione.  Dopo i primi mesi in mimetica, ormai non li vedo piu' in divisa qui in India, chissa' perche', penso che dovrebbero sempre indossarla per ricordare che sono soldati. Piu' li guardavo e piu' mi sembravano degli agnelli sacrificali sull'altare della politica italiana. Latorre ha parlato di ''tragedia '' in una lettera dove fa appello all'unita' delle forze politiche e da cui si percepisce il caos scoppiato a Roma tra Esteri e Difesa.  Penso davvero che il governo abbia il diritto di informare i cittadini su quanto sta succedendo.

E' primavera anche a New Delhi

Puntuale per l'equinozio di primavera e' ritornata la coppia di passerotti dal lungo becco che hanno fatto il nido su un ramo di buganvilla del mio cortiletto a Safdarjung Enclave

Maro', quattro semplici considerazioni dall'India

New Delhi, 18 febbraio 2013

E' vero che io non leggo i giornali in Italia e che quindi non conosco gli arcani misteri della politica italiana. Pero' ancora una volta mi sembra che sulla questione dei maro' si sia completamente perso la bussola.  Io non sto da nessuna parte se non quella di raccontare i fatti come stanno qui in India. Quindi quattro semplici considerazioni:

1 La Corte Suprema in India e' una istituzione quasi ''sacra'', nel senso che gode del massimo rispetto ed e' ritenuta dai cittadini come l'unico potere dello Stato veramente ''pulito''. Non ci sono toghe rosse, bianche o gialle... o per lo meno non ne ho mai sentito parlare. Per ottenere il famoso permesso per votare, i maro' si sono rivolti alla Corte e quindi al massimo organo giudiziario e si sono impegnati davanti al suo presidente Altamas Kabir.  E' una cosa diversa da un accordo tra governi. Per di piu', per ottenere l'autorizzazione a partire hanno utilizzato un avvocato che e' uno dei piu' prestigiosi in India, Harish Salve, che ora giustamente e' andato su tutte le furie perche' si sente ingannato.

2 I maro' non erano ai ceppi in una segreta della prigione di Tihar, ma erano liberi di andare dove volevano e ospitati tra le comodita' dell'ambasciata a New Delhi. Altri italiani con guai con la giustizia non hanno ricevuto questo trattamento. Avevano anche un lavoretto in un ufficio e pure l'accesso diretto alla fornita cucina dell'ambasciatore. Si trattava di aspettare un po' di tempo perche' si costituisse un tribunale per esaminare il caso della giurisdizione come aveva ordinato il giudice Kabir. Certo forse dei mesi, ma intanto nessuno qui in India si ricordava piu' dei maro'. L'attenzione mediatica era precipitata dallo scorso anno. Nessuno aveva protestato quando  erano partiti dal Kerala il 18 gennaio.

3 Qui sono disperati. Perche' si vede che il governo indiano vorrebbe uscirne in qualche modo, ma sa che non avra' piu' interlocutori ben presto. Il silenzio della Farnesina di oggi e' emblematico. Un legale che ha seguito la vicenda oggi mi ha posto il seguente quesito e lo ha fatto con un tono come se mi chiedesse il terzo segreto di Fatima: quale e' la posizione del partito che ha vinto le elezioni sui maro'? gli ho detto che prima bisogna capire chi ha vinto. Ma scherzi a parte, cosa ne pensa la sinistra su questa vicenda? Se qualcuno lo sa, lo faccia sapere al piu' presto agli indiani.

4 Tranquilli per l'ambasciatore Mancini che ha giurato sul ritorno dei maro'. La sua immunita' rimane, non c'e' solo nel momento in cui e' davanti alla Corte. Ma nessuno puo' arrestarlo o fermarlo. E anche l'India lo sa, ma deve mostrare i muscoli come tutti in questa storia di puro celodurismo.  

Surat, terza citta' piu' pulita dell'India? Ma non scherziamo

Surat, 9 marzo 2013
   Mi trovo a Surat, la seconda piu' grande citta' del prosperoso Gujarat, il regno della destra indiana, famosa per il commercio di diamanti e l'industria tessile. Ho scoperto che la prima nave degli inglesi della Compagnia delle Indie Orientali e' arrivata proprio qui nel 1608 dove hanno cacciato i portoghesi.
  Alloggio nella zona della stazione, che e' un ammasso informe di cemento e di sopraelevate dove non c'e' nemmeno una pianta verde, neppure in vaso. Dalle 8 del mattino fino all'ora di cena e' un continuo strombazzare e scaricare fumi. Ammetto che, nonostante la mia esperienza di traffico indiano, ho difficolta' ad attraversare Vacchhara road, che e' una delle arterie principali. Oggi sono andata lungo il fiume Tapi, che attraversa la citta' prima di sfociare nel Mar Arabico. E' stato trasformato in una fogna simile alla Yamuna di New Delhi ma in bella vista e olfatto. L'altro ieri hanno trovato un delfino morto, probabilmente suicida. L'antico forte, o quello che rimane, sembra uscito da un bombardamento, la puzza di fogna pervade tutto il quartiere e i marciapiedi sono inaccessibili per le voragini dei lavori in corso. Ho visitato gli unici monumenti della citta', sopravissuti perche' - grazie-a-Dio - sono stati protetti dalla Soprintendenza. Sono delle tombe di olandesi, inglesi e armeni.
   Insomma un esempio comune di degrado urbano, considerando che e' una metropoli da 5 milioni di abitanti, in fortissima crescita e con pochissimi o zero controlli per il rispetto dell'ambiente.
   Sono stata pero' molto sorpresa dal leggere che nel 2010 Surat e' stata nominata nel 2010 in una classifica del governo ''la terza citta' piu' pulita dell'India'' dopo Chandigar e Mysore (quarta New Delhi!). Ho poi riso a crepapelle leggendo che la citta' ''potrebbe essere la Singapore dell'India'' e che e' stata selezionata come ''global city'' da un'associazione ecologica del Regno Unito.
   Forse nessuno si e' mosso dalla sedia per scrivere queste cose.
   Tutta questa enfasi trova pero' una giustificazione nel bisogno di rilanciare l'immagine di Surat. Nel 1994 la citta' e' salita alla ribalta della cronaca mondiale per una epidemia di peste polmonare, cosa che sembrava non esistesse neppure piu' se non nei Promessi Sposi. La peste di Surat e' stata raccontata in un reportage di Tiziano Terzani per il Corriere della Sera. Un pezzo magistrale, anche perche' minimizza addirittura sui morti...dicendo pero' la verita' sulle condizioni disumane dei ghetti della citta' gia allora in forte boom industriale.
   Probabilmente da allora avranno ammazzato un po' di topi e rimosso le baraccopoli, ma la bomba ecologica rimane, eccome.





http://articles.timesofindia.indiatimes.com/2012-05-14/surat/31700297_1_sustainable-development-model-city-diamond-city


Monti vince in Bangladesh, voto di protesta sugli atolli delle Maldive

New Delhi, 3 marzo 2013
Monti vince in Bangladesh, mentre Grillo conquista le Maldive dove c'e' stato anche un record di schede nulle. L'analisi del voto degli emigrati italiani nel Sud dell'Asia e' davvero sorprendente. In generale si puo' dire che abbia prevalso il centro sinistra , quindi in linea con il risultato della circoscrizione Africa, Asia, Oceania, Antartide che ha eletto un deputato e un senatore del Pd.
Pero' guardando nel dettaglio dello scrutinio per la Camera emergono alcune curiosita'. Per esempio, gli italiani che stanno negli atolli delle Maldive sono particolarmente arrabbiati con la madrepatria visto che 14 votanti su 21 hanno annullato la scheda (con insulti?). Mi chiedo davvero come si fa a essere incazzato sotto le palme e circondati dalla barriera corallina. Curiosamente, le nulle e le bianche sono altissime anche in Sri Lanka, altro paradiso tropicale.
In India (e Nepal) invece Grillo, solo per un soffio, non ha raggiunto il PD. Mentre Monti e' finito terzo. Se si ritiene che gli imprenditori votino l'ez premier, beh allora si puo' concludere che il Made in Italy non vada troppo bene in Asia meridionale, con l'eccezione del Bangladesh, dove penso ci siano soprattutto imprenditori della moda. Invece i berlusconiani sono sopravissuti, anche se in pochini. Soltanto in Pakistan non c'e' nessun ammiratore del Cavaliere.

Ecco i risultati (Camera):

India (partecipazione 44,22%): PD 112 voti (33,43%), M5S 109 voti (32,53%), Monti 82 voti (24,47 %), PD 32 voti (9,55%), bianche 1 (0,28&), nulle 20 (5,81%)

Pakistan (30,63%): PD 16 voti (55,17%), Monti voti 7 (24,13%), M5S 6 voti (20,68%), PD 0, nulle 5 (14,70%)

Bangladesh (69,86): Monti 45 voti (51%), PD 22 voti (25%), M5S 11 voti (12%), PD 9 voti (10%), bianche 2 ( 1,69%), nulle 13 (12,74)

Afghanistan (64,28%): PD 12 voti (44%), Monti 8 (29%), M5S 6 voti (22%), PD 1 (3,70%), nessuna nulla, messuna bianca.

Maldive (55,26%): M5S 4 voti (57%), PD 2 voti (28%), PD 1 voto (14%), Monti 0, nulle 14 (66,6%).

Sri Lanka (57,14%): PD 16 voti (80%), M5S 2 voti (10%), PD 1 voto (5%), Monti 0, bianche 9 (20%), nulle 15 (34%)

Che bello sarebbe avere Chidambaram in Italia

New Delhi, 28 febbraio 2013
Stamattina ho ascoltato il ministro P.Chidambaram, uno degli uomini chiave del governo indiano, che illustrava in Parlamento la nuova Finanziaria per il prossimo anno fiscale 2013-2104.  Ho pensato a quanto sarebbe stato bello avere anche in Italia un politico del genere. L'India ha un deficit fiscale del 5% che non riesce ad abbassare e che rende piu' difficile la raccolta di denaro sui mercati internazionali. Le agenzie di rating, tipo S&P poi minacciano  un downgrade a ''spazzatura'' dei bond indiani gia' abbassati a BBB -, l'ultimo scalino che precede il baratro dei junk bond.
Ma l'astuto Chidambaram, che e' stato messo li' la scorsa estate per salvare la baracca , se ne e' infischiato e ha allargato i cordoni della borsa aumentando la spesa pubblica a favore di poveri, donne e giovani. Le tre categorie che rappresentano la parte principale e  piu' vulnerabile dell'India. E poi ha dato soldi a destra e manca, compresa la Difesa che dovra' pagare le super commesse di aerei e elicotteri.
Sul fronte delle entrate, ha fatto un po' di cose veramente di sinistra.  Magari non porteranno molti quattrini in cassa, ma almeno ha fatto capire che la crisi non deve essere pagata dai piu' deboli. Ha messo una imposta  addizionale per i  ''super ricchi'', ha aumentato le tasse sui SUV, i dazi su importazione di auto e moto di lusso, sui telefonini che costano piu' di 2000 rupie e ...persino sui ristoranti con l'aria condizionata. Ovviamente la borsa e' crollata dell'1,5% e cosi' anche le aspettative dei vari economisti che si aspettavano una manovra ''lacrime e sangue''  alla Monti.
La Reuters, espressione di poteri forti, che sperava in un'''austerity'' modello Grecia e' stata particolarmente delusa. A tal punto che nel primo lancio di stamane e' arrivata a distorcere una frase di Chidambaram (qui c'e' il discorso integrale).  '' I had no choice but to rationalise expenditure. We took a dose of bitter medicine. It seems to be working''  ha detto il ministro alla fine della sua introduzione riferendosi alla precedente manovra 2012-2013. Ma la Reuters, che voleva vedere scorrere il sangue, ha messo la frase al presente e l'ha messa in bocca all'ignaro Chidambaram che  per fortuna dell'India ha preferito i panni di Robin Hood a quelli di Dracula.  

Scuola senza insegnanti? Ascoltate Sugata Mitra a TED

New Delhi, 27 febbraio 2013
Avendo una figlia adolescente, spesso mi chiedo se l'attuale sistema scolastico e' adeguato a preparare i giovani per un tipo di societa' che e' profondamente e radicalmente cambiata rispetto al tempo in cui si sono formati la maggior parte degli insegnanti. L'universita' che ho frequentato io era gia' all'epoca incapace a preparare gli studenti ad affrontare un mondo che era agli albori dell'era digitale. Figuriamoci ora. Purtroppo quell'ateneo e' rimasto lo stesso e ora si trova a insegnare ai cosiddetti ''digital natives''. In India poi, il sistema scolastico e' una sorta di catena di montaggio schiacciasassi fatto per sfornare ingegneri e informatici al servizio delle multinazionali. Ho appena finito di leggere Revolution 2020, geniale e implacabile ritratto della meritocrazia indiana di Cheetan Bhagat.
Beh, per caso ho scoperto il professore indiano Sugata Mitra che ha vinto un premio di ben un milione di dollari con questo speech a TED che trovo semplicemente illuminante. Guarda caso, il suo esperimento con l'autoapprendimento, Hole in the Wall, e' nato in uno slum di New Delhi vicino al tempio di Kalkaji.

KHUMB MELA 5 - Il bagno dei naga sadhu

Venerdi', 15 febbraio 2013
All'alba in punto, centinaia di ''naga sadhu'', gli asceti nudi coperti di cenere, si buttano nel Gange dove si unisce al suo affluente Yamuna dopo aver lanciato in aria le loro ghirlande di marigold arancioni.
Per questi scatti mi sono svegliata nella notte, fatto qualche chilometro tra le orde di pellegrini in marcia e anche io - mio malgrado - rimasta immersa fino alla cintola nelle acque sacre. Sforzo meritato.
L'immagine di questi esseri luciferini che si lanciano in acqua con tridenti, scimitarre e bastoni, nella luce gialla dei lampioni e tra i fischietti inarrestabili dei volontari, in un mare di umanita' agitata e urlante, ricorda piu' un girone infernale che una preghiera nel fiume piu' sacro per gli induisti.  Ma in fondo, e' come l'India, dove l'orrore a volte puo' essere sublime.


KUMBH MELA 4 - C'e' anche il luna park

Era da tempo che non mi divertivo cosi' tanto ad uno spettacolo. Ho scoperto che vicino al ''media camp'' c'e' un luna park diciamo 'tematico' . Nel senso che ci sono rudimentali plastici su Gange e Yamuna e dovertimenti vari ispirati a varie divinita' indu'. In un capannone  che ospitava una esibizione sui fiumi si parlava anche di inquinamento. Oltre all'immancabile ruota panoramica, ci sono diverse giostre e vari fenomeni da baraccone che - mi ricordo - c'erano alla fiera del mio paese, Chivasso, quando ero bambina. Tipo gli spettacoli con le stunt car in quella specie di cilindrone di legno. Poi i tirarassegno con i palloncini da colpire, la casa degli orrori e, meraviglia, il prestigiatore! Ovviamente mi sono fiondata da quest'ultimo. Erano talmente sorpresi di vedere una straniera che mi hanno perfino omaggiato l'ingresso (10 rupie).

La sala era piena e il mago era gia' sul palco. Ha iniziato con il gioco delle carte e poi, con fare un po' svogliato, forse perche' lo deve fare in continuazione, ha cominciato a esibirsi in trucchi che di solito si trovano nella ''scatola del prestigiatore'' dei bambini. Di tanto in tanto andava a svuotare una brocca che si riempiva ''magicamente'' e mentre versava l'acqua diceva ''Ecco l'acqua del Gange!''. Due soubrette un po' impacciate e con un trucco vistoso gli portavano i vassoi con i vari aggeggi da illusionista. Poi e' venuta l'ora dei pezzi forti, le ragazza trafitta dalle lame e l'ultimo, che e' il momento clou, quando si e' materializzato dentro un vecchio cassone al posto di un ragazzo impacciato che aveva fatto finta di scegliere tra il pubblico.


kUMBH MELA 3 - Il posto giunto per abbandonare la nonna

Allahabad, 13 febbraio 2013
Dall'altoparlante trasmettono continuamente appelli per gente disperse. C'e' una ngo che dal 1954 si occupa delle persone che si perdono al Kumbh Mela. E' stata oggetto di diversi articoli sui giornali. Cerco il posto, girando un'oretta, che e' uno dei tanti recinti con la scritta in hindi e aperto 24 su 24. Incontro il responsabile e poi due ragazze che fanno volontariato. Mi siedo con loro al tavolo all'ingresso.
   Dal 14 gennaio, inizio del raduno, sono giunte circa 100 mila segnalazioni. Mi sembra inverosimile. In effetti nei 15 minuti che sto li ne arriva piu' o meno una al minuto. E sono nella sezione ''donne disperse''. Gli uomini sono a fianco. E' stato portato anche un bambino di sei anni, che dopo un po' e' scoppiato in lacrime in braccio a una delle volontarie. Per fortuna dopo mezzora grazie agli annunci e' arrivato uno zio a prenderselo. L'ong offre da dormire e da mangiare ai ''dispersi''. La maggior parte sono anziane donne della campagna senza telefonino. ''Capita a volte che i familiari le abbandonino qui perche' questo e' un luogo sacro. Allora dopo un po' di giorni le mettiamo su un treno e le mandiamo a casa'' mi dice una ragazza che abita a Lucknow e che era venuta qui per la prima volta come pellegrina con la famiglia e poi ha deciso di impegnarsi nell'ong.

KUMBH MELA 2 - Tende di lusso per giornalisti stranieri

Allahabad, 12 febbraio 2013

Penso che sia il colmo fare il piu' importante pellegrinaggio induista in un posto  che si chiama ''la citta' di Allah'' ovvero Allahabad. Ma poi ho scoperto che qui la chiamano con il vecchio nome di Prayag.
Ho trovato una tenda all'International Media Camp, un accampamento di lusso per giornalisti stranieri al prezzo politico di 700 rupie a notte. So che tende simili costano circa 100 dollari nei giorni clou per le immersioni. In effetti le tende sono belle e spaziose, con gabinetti all'occidentale sul retro. Per l'acqua calda ci hanno fornito una resistenza che si mette nel secchio, ma che ho paura ad usare. Mi dispiace di non stare con i colleghi indiani che invece sono ammassati in dormitori non so esattamente dove.
Mi hanno poi dato un pass con la foto, un libretto con le info sul Kumbh e una mappa un po' approssimativa. E poi per consolarmi mi hanno detto che ''dopo due o tre giorni si comincia a capire''.
La prima uscita e' stata disastrosa in effetti. Ci ho messo un paio di ore a raggiungere il fiume dove ho visto l'aarti, la cerimonia serale di adorazione del Gange (vedi qui sotto).

Il colpo d'occhio visto da un tempio in stile sud indiano a tre piani e' sconvolgente. E' un'immensa tendopoli. Non si vede la fine. Ancora una volta mi sono venute in mente le grandi crisi umanitarie.
A fendere la folla che va in tutte le direzioni, come in un formicaio, mi vengono le vertigini. Penso che se mi succede qualcosa, tipo  un malore, potrei sparire senza che nessuno se ne accorga...Ma poi mi accorgo che ogni 50 metri ci sono dei poliziotti che dirigono la gente e danno informazioni. Comincio a capire che c'e' una complessa organizzazione. 

KUMBH MELA 1 - Stazione di Allahabad, tragedia annunciata

Allahabad, 11 febbraio

Sono arrivata alla stazione di Allahabad un paio di ore prima che succedesse la ressa dove sono morte 36 persone. Che la situazione era sfuggita al controllo era chiaro. Quando il treno e' arrivato non c'era fisicamente lo spazio per scendere. Mi sono fatta largo a spintoni sul binario fendendo la folla che prendeva d'assalto il convoglio da cui ero scesa. A un certo punto ho sollevato un'anziano sadhu che era caduto. Sembra impossibile, ma in situazioni come queste di calca estrema non ci si puo' fermare. Si e' costretti ad andare avanti per stare in piedi. Ce la fa chi e' piu' alto e piu' forte.
Per due volte ho tentato di salire le scale della passerella da cui scendeva la fiumana. Il pericolo maggiore erano le persone sedute o sdraiate per terra che impedivano il passaggio. Altra mina vagante, la colonna di  ''coolie'', i facchini, con enormi carichi sulla testa, che avanzavano come une falange romana.
Dopo mezzora ero fuori dall'inferno, ma mi sono trovata un altro muro di umanita' da scavalcare. I poliziotti stavano cercando di fermare invano la marea, ma era evidente che avevano gettato la spugna.

Una tragedia annunciata insomma. E' bastato che uno cadesse dalla passerella per causare la sciagura. Come e' possibile che si muoia calpestati? Deve essere una fine orribile. E' una cosa abbastanza frequente in India. Anzi il bilancio della ressa e' stato contenuto se si considera i milioni di pellegrini arrivati ieri per il giorno piu' sacro.
Nel solito scaricabarile, gli organizzatori denunciano l'operato delle Ferrovie, le quali invece accusano quelli del Kumbh Mela per non aver ritardato le partenze dei fedeli e chiuso le strade di accesso alla stazione.  Come sempre non si sapra' mai che e' successo. Certo il sovraffollamento, fenomeno frequente in India, e' il principale responsabile. Intanto mi chiedo con sorpresa come raduni religiosi del genere abbiano ancora mantenuto intatto il loro potere di richiamo, anzi lo hanno moltiplicato, anche oggi nell'era digitale quando tutto il mondo (ma solo quello terreno) e' a portata di mouse.   

Elezioni 2013 - Ho votato in cucina, ma ho qualche dubbio

Stamattina ho votato mentre facevo colazione. Non e' la prima volta, ma mi fa sempre un certo effetto vedere e toccare le schede a mio piacimento e poi metterci la croce con una biro e non con la matita copiativa che ti danno ai seggi in Italia. Tenere le schede sul tavolo della cucina, tra i giornali e la tazza del caffe', mi sembra quasi un gesto dissacrante.
La circoscrizione a cui appartengo e' quella di ''Africa, Asia, Oceania e Antartide'' che mi fa un po' ridere. Come al solito quasi tutti i candidati sono in Australia. Che ne sanno loro dei nostri problemi di emigranti in India? Assolutamente nulla. Mentre cercavo sul web i profili dei candidati mi chiedevo come sono stati selezionati. Ci sono state delle primarie? Forse si'. Pero' io vengo a sapere di questi aspiranti deputati e senatori solo all'ultimo quando leggo il loro nome sulla scheda elettorale. E ci sono solo due candidati per un posto. Non male una percentuale di successo del 50%. 
Con una tempistica perfetta, il giorno prima che mi arrivassero le schede, e' giunto via posta un volantino di Bersani intitolato ''l'Italia Giusta''. Dice che la destra ha tagliato i contributi destinati agli italiani nel mondo a 16,2 milioni di euro (2012-2013). Non sapevo manco che esistessero!  Della famigerata I-card, la ''carta dell'Immigrato'', sono venuta a sapere dopo tre o quattro anni. E comunque adesso non offre piu' sconti sui treni che e' la cosa che interessa di piu' gli emigranti che tornano al paesello.
Non capisco inoltre - ma onestamente sono all'oscuro dei misteriosi meccanismi elettorali - perche' ci sono soltanto quattro partiti per la Camera e per Senato, ovvero Grillo, Monti, Pd e Pdl.  Perche' noi emigrati non possiamo votare per tutti i partiti?

''Midnight's Children'', Rushdie ha fatto flop a Mumbai

Mumbai, Primo Febbraio 2013

Incuriosita dall'ultimo lavoro di Deepa Mehta, la regista del capolavoro ''Water'' sulle vedove di Varanasi, mi sono precipitata a vedere ''Midnight's Children'' tratto dalla famosa novella di Salman Rushdie.  Sono andata in uno shopping mall a Lowert Parel in una sala del circuito PVR che penso sia una della piu' lussuone della citta'. Non ero mai andata al cinema a Mumbai. Anche il centro commerciale, il Palladio, e' uno dei posti piu' trendy con ristoranti alla moda e gente dell'upper society. Come a Delhi insomma.
Pero' con mia grande sorpresa eravamo in una ventina di spettatori nella sala che era come una bomboniera di velluto glaciale per l'aria condizionata. Era lo spettcolo delle 19.30 di venerdi'. Un assoluto flop per un film che e' al centro dell'attenzione mediatica da una settimana. Lo stesso Rushdie, che e' anche la voce narrante, e' giunto in India per promuovere la pellicola tra la solita scia di polemiche
Mi sono gustata il film dal primo all'ultimo minuto come mi ero appassionata al romanzo. Ho trovato la prima parte, all'inizio della saga familiare di Salim e Shiva, i due bambini della Mezzanotte, assolutamente superba. Poi dopo l'intermezzo e' pero' svaccato, come se la regista non ci fosse piu' e avesse delegato a qualcun altro. Le scene di guerra e di tortura sembrano tratte da un filmetto di serie B, idem sui generali pachistani, mentre la storia fantastica dei poteri magici dei bambini e' un po' caricaturale. Piu' si va avanti e piu' diventa sciatto senza poesia e senza le bellissime immagini con cui si era aperto sul lago Dal a Srinagar, in Kashmir... 

Qualcosa si muove in India. Ho trovato la carta igienica in treno

Sul treno Jaipur-Mumbai

Era da un po' che non passavo una notte su un treno. Sono sorpresa, i treni indiani sono migliorati. E siccome e' una buona notizia non si trova da nessuna parte. Sempre stato cosi' dalla Divina Commedia in poi, e' molto piu' facile interessarsi all'inferno che al paradiso.
Di orrori sui treni posso raccontarne a bizzeffe. Dai topi morti sotto il sedile, agli eunuchi che si tiravano su la sari e mostravano il pene (o quello che restava) davanti ai passeggeri. Per non parlare dei cessi. O delle stazioni. O delle mezze giornate di ritardo.
    Beh, il treno che ho preso forse e' una eccezione, ma fatto sta che c'era perfino la carta igienica nel bagno e nel pomeriggio hanno passato lo spazzolone con il disinfettante sul pavimento di linoleum. Non sto parlando della prima, ma della cosidetta terza classe AC, uno scalino in piu' della categoria ''sleeper'' che e; quella piu' bassa. Onestamente ho trovato piu' lurido un Napoli-Milano notturno, l'ultimo sopravissuto alle Frecce Rosse e Italo, che ho preso lo scorso settembre.  Anche la stazioni di Jaipur mi sembra un po' piu' ordinata con le segnalazioni elettroniche sui binari e senza la solita puzza di piscio.  Con la tipica lentezza dell'elefante, l'India sta progredendo. Non sara' veloce come aveva predetto nel 2001 da Goldman Sachs nel famoso rapporto sui BRIC  ma ''Eppur si muove'' come disse Galileo Galilei.

JAIPUR LIT FEST/Giorno 5 - Il caffe' aumenta da 30 a 40 rupie

Jaipur, 28 gennaio 2013


Oggi e' l'ultimo giorno. Il caffe' e' passato da 30 a 40 rupie! Mi indigno e vado nel cortile adiacente a prendere un masala chai in un bicchiere di terracotta che dopo le 16 invece scende da 20 a 10 rupie, forse perche' ne hanno fatto troppo. Il Diggi Palace sembra reduce da una battaglia epica. Mi dedico a Tahar Ben Jelloun che intervisto e poi accompagno a pranzo nella ''lounge'' dei delegati. Non gli confesso ovviamente che non ho mai letto i suoi libri, ma solo i suoi editoriali su Repubblica. Comunque mi limito ai temi della Primavera araba.
Tahar Ben Jelloun alla sessione di autografi

Incrocio sulla ''Press Terrace'' Willian Darlymple, il codirettore e mattatore del Festival, che e' sfattissimo. Ha un enorme casacca spiegazzata, i pantaloni sgualciti su un ginocchio e l'aria di un reduce da una guerra che, penso, ha vinto anche quest'anno. Il successo c'e' stato, le polemiche su Rushdie pure. Gli organizzatori dicono che sono in perdita, ma c'erano sponsor di primo piano da Tata, Google, Dsc alla Coca Cola appunto che ha pagato le serate musicali. Ma i costi ci sono, forse per quello hanno deciso di aumentare il caffe' all'ultimo giorno.