Canarie a vela/Il mega porto fantasma di Tazacorte (La Palma)

Foto puertotazacorte.com
Tazacorte, 17 settembre 2020

   Non stupisce che George Clooney abbia scelto il porto di Tazacorte (isola de La Palma - Canarie occidentali) per girare il suo ultimo film post apocalittico. L'attore, in veste di regista, e' stato qui prima del Covid insieme a moglie, figli e il grande circo di Hollywood per filmare alcune scene di Midnight Sky. 
Un bel colpo pubblicitario per Tazacorte, un villaggio di pescatori in mezzo a rigogliosi bananeti, la principale risorsa economica dell'isola.      
   A differenza delle altre isole dell'arcipelago spagnolo, La Palma (da non confondere con Las Palmas,
la capitale di Gran Canaria) non e' stata presa di mira dall'industria turistica di massa. Ha conservato quindi il suo ecosistema, ma ahimè si ritrova con il reddito procapite più basso delle Canarie.        
     Arrivando a Tazacorte dal mare (io ci sono arrivata dalla Gomera dopo un giorno di tranquilla navigazione) si viene subito colpiti dalla presenza di un nuovo argine imponente, tutto di cemento, con dei giganteschi archi di contrafforte. Una muraglia cinese eretta contro l'invasione dell'oceano Atlantico che su questo fronte deve essere particolarmente agguerrita. 

    La superba diga foranea protegge un mega porto 'fantasma' inaugurato nel 2002 e ampliato nel 2015 per fare attraccare navi da crociera che poi non si sono mai viste. E che neppure si vedranno almeno nel futuro immediato per via della pandemia Covid. Una cattedrale nel deserto, dunque, una colata di cemento costata milioni di euro e per di più obbrobriosa da punto di vista estetico, che ricorda certe architetture dell'epoca sovietica. 
   Parlando con la gente del posto ho avuto la conferma che l'opera e' stata uno enorme spreco di denaro pubblico (anche la stampa locale non ne fa mistero come si legge qui). Tanto più che per le grandi navi da crociera e' inadatta. Alcuni mi hanno detto che potrebbe essere utilizzato per le navi bananiere...Per ora nel futuristico porto sbarcano soltanto i barconi di migranti dall'Africa. Le banchine del molo, che cominciano a invecchiare, invece sono usate come circuito motociclistico, mentre sull'argine ci va la gente a passeggiare al mattino. 
    Io ci vedrei bene l'atterraggio di un astronave, come Clooney avrà pensato quando scelse il porto di Tazacorte come location per suo film Midnight Sky, tratto da una novella di Lily Brooks-Dalton, e che uscirà in autunno. Uno dei protagonisti e' ´un astronomo in Artico (sul vulcano di La Palma sorge un famoso osservatorio e forse anche questo e' stato parte del set).

    Ma la colata di cemento su Tazacorte, simile alla colata di lava del 1971 nel sud dell'isola (e' stata l'ultima eruzione alle Canarie) non si e' fermata. Risalendo la strada verso il 'pueblo', che sorge a 4 km dal porto sulla cima della scogliera, ho visto i lavori in corso di una circonvallazione, una superstrada di collegamento con il ciclopico porto fantasma,  che sembra completamente sovradimensionata per un villaggio di 4.500 abitanti a meno che non sia destinato a diventare un grande hub commerciale....il che mi sembra improbabile visto che esiste già il porto di Santa Cruz, la capitale di La Palma sull'altro lato dell'isola (che porta lo stesso nome della capitale di Tenerife). 
   Quindi un altro spreco di denari e di risorse ambientali, dato che devasta preziose piantagioni di banane e altera un paesaggio che - leggo su un pannello - fa parte di un "itinerario paisajistico" con tanto di marchio di "Reserva Mundial de la Biosfera La Palma". 

   La nuova superstrada, che dovrebbe essere interamente in galleria, passa poco lontano dal centro storico di Tazacorte, di primaria importanza dato che e' stato il primo nucleo spagnolo dopo la 'conquista' (o invasione per essere politically correct) del nobile castigliano Alonso Fernandez de Lugo nel 1942 (guarda caso lo stesso anno in cui Colombo attraverso' l'Atlantico partendo dalle Canarie). taglia in due un sentiero panoramico che dal nucleo coloniale storico, dove sorge il bel museo della Banana, scende in una spiaggia dalla tipica sabbia di lava vulcanica.  
 

LA CITAZIONE/La profezia di Farenheit 451 mezzo secolo prima dei social

Scuola di Atene - Raffaello Sanzio - Figura attribuita alla filosofa Ipazia

 Los Cristianos (Tenerife), 9 settembre 2020

"Riempila (la gente) di informazioni innocue, rimpinzala di tanti ¨fatti¨e si sentira´intelligente solo perche' sa le cose. Loro crederanno di pensare, avranno l'ímpressione del movimento anche se non si muovono affatto. E tutti saranno felici perche´ i fatti di quel genere non cambiano. Non dargli armi sdrucciolevoli come filosofia, sociologia o altri strumenti per collegare le cose, e´piu´felice di chi cerca di calcolare, misurare l`universo, che naturalmente rifiuta di farsi calcolare e risolvere senza aver prima trasformato l'uomo in una belva disadattata". 

Capitano Beatty in Farenheit 451 - Ray Bradbury (1953) 

Canarie in crisi/Meno turisti e piu' migranti

 Los Cristianos (Tenerife), 9 settembre 2020

   Per ironia della sorte in questi giorni alle Canarie, il famoso arcipelago spagnolo nell'oceano Atlantico, stanno arrivando piu' migranti che turisti. Il tampone obbligatorio imposto da alcuni Paesi europei, tra cui Regno Unito, Italia e Germania, per i propri cittadini in vacanza in Spagna, ha dato il colpo di grazia alla timida ripresa dell'industria turistica, motore dell'economia locale. A luglio gli arrivi dall'estero sono stati del 80% in meno rispetto all'anno precedente. I mega resort sono deserti, alcuni chiusi. Basta passeggiare per le strade dei grandi poli turistici come Los Cristianos (Tenerife) dove mi trovo ora all'ancora con la mia barca a vela Maneki per rendersi conto della crisi. Molti bar e negozi sono chiusi. Si sono moltiplicati i cartelli "se alquila".

   Nello stesso tempo pero' si sono intensificati gli arrivi di migranti dalla costa africana attraverso la "rotta Canaria",  un viaggio di diversi giorni in pieno oceano Atlantico su imbarcazioni di fortuna e senza alcuna garanzia di essere soccorsi. Una rotta che e' una delle piu' pericolose tra i viaggi della speranza verso l'Europa. Soltanto nelle ultime 24 ore sono arrivate 150 persone a Gran Canaria e Tenerife a bordo di sei "pateras" (una grande scialuppa di legno usata dai pescatori marocchini). A bordo anche un cadavere.  Nel 2020 ne sono arrivati in totale 3500, gia' ne avevo parlato su questo blog.  

   Sulla radio VHF, sul canale 16 (quello delle emergenze) la Guardia Costiera lancia continui messaggi di 'pan pan'  relativi a avvistamenti di barconi  con un numero imprecisato di persone "alla deriva tra la costa africana e le isole Canarie". E' un tratto di mare di 750 km quadrati....impossibile da tenere sotto controllo per il Salvamento Maritimo spagnolo. Chissa' quindi quante sono le imbarcazioni che non ce la fanno ad arrivare. Gli avvisi sulla radio sono cosi' frequenti che quando navigo mi limito a disinnescare l'allarme schiacciando un tasto senza sentire il messaggio. Anche io ormai, come l'opinione pubblica qui alle Canarie, sto diventando indifferente agli sbarchi quotidiani. Eppure ogni tanto mi rendo conto che anche io potrei avvistare una "patera" nelle mie 'traversate' da isola a isola. C'e' anche da dire che il mese di settembre e' un mese di calma nei potenti alisei che dominano l'oceano Atlantico. Ne sto approfittando io per esplorare l'arcipelago a vela.

    I giornali locali come La Provincia o Canaria 7 riportano regolarmente le cronache degli sbarchi, ma raramente e´specificata la provenienza dei migranti, spesso sono definiti come "subsahariani". Partono dal Marocco, ma anche piu' in giu' dal Sahara Occidentale, zona contesa e immagino in conflitto permanente (non ne conosco la storia, so che ci sono accordi di pace Onu in corso). Ho trovato su El Pais questa cartina che pubblico qui e che raffigura le diverse "rotte Canarie".  Il viaggio piu' corto sono i 100 km che dividono  il porto marocchino di Tarfaya dall´isola di  Fuerteventura, la piu´ vicina al continent africano. Quando ero ormeggiata nella marina di Gran Tarajal c'erano le tende della Croce Rossa sul molo. Non ci sono strutture adeguate per accogliere cosi' tanta gente e non mi sembra che neppure il governo canario sia disposto (o abbia la volonta') di allestire veri e propri centri di accoglienza. La seconda ondata Covid 19, molto forte, sta gia' dando non pochi grattacapi. Negli ultimi giorni c'e' stata una diminuzione dei contagi dai picchi di oltre 300 di agosto, ma la pandemia con oltre 6 mila malati, tra cui 4 mila a Gran Canaria, rimane la priorita'.