LA FOTO/ L'arcobaleno e il gigante innevato di Tenerife

 San Sebastian (La Gomera, isole Canarie ), 9 gennaio 2021

  Cosi' e' apparso oggi il vulcano Telde di Tenerife (3.715 metri) visto dall'isola della Gomera. Con uno spesso cappuccio di neve e incoronato da un arcobaleno che si tuffa nelle onde spumose dell'oceano Atlantico. Dopo una settimana di pioggia, causata dal passaggio di una depressione atmosferica sull'arcipelago spagnolo delle Canarie, oggi e' tornato il sole e il vento del nord est che ha spazzato il cielo. L'aria e' gelida, sembra proprio arrivare dalla vetta del gigante di lava che domina l'Atlantico,   



Isola di Hierro, la "Greenwich" del mondo antico. La fine dell'anno alla "fine del mondo"

Puerto La Estaca (isola di Hierro) - Venerdì 1 Gennaio 2021

    La fine dell'anno alla "fine del mondo". Ho scelto l'isola di Hierro, l'isola dell'antico Meridiano Zero, la più piccola e la più meridionale dell'arcipelago spagnolo delle Canarie, per salutare questo anno un po' speciale che ha cambiato il mondo intero e che probabilmente sara' ricordato nei libri di storia come uno spartiacque tra due epoche. 
Claudio Tolomeo - Geografia

   Cosa c'entra Hierro con la fine del mondo? Pochi lo sanno ma questa isola era l'ultimo lembo di terra conosciuta della civiltà greco-romana e anche del Medioevo. Dopo c'era l'ignoto, il mondo selvaggio, una immensa distesa di acqua che faceva paura, hic sunt leones, appunto. Contrariamente a quanto si pensava non erano le Colonne di Ercole, lo stretto di Gibilterra, il limite della navigazione. I romani, e anche i fenici, conoscevano le isole Canarie (che chiamavano Isole Fortunate) da cui importavano la porpora (prezioso colorante estratto da un mollusco attraverso una elaborata procedura). 
    L'isola di Hierro, la più meridionale delle Isole Fortunate, era diventata quindi un punto di riferimento geografico, il confine occidentale delle antiche mappe, il Meridiano Zero o Meridiano di Ferro. Da questa longitudine si tracciavano quindi per convenzione tutti gli altri meridiani, ma solo a Est.  Per secoli l'isola di Hierro e' stata la "Greenwich" del mondo antico. L'astronomo e geografo greco Tolomeo nel II secolo dopo Cristo pone il Meridiano di Ferro alla longitudine zero del suo planetario e cosi' hanno fatto gli altri cartografi fino a un paio di secoli fa. Esattamente fino al 1884 quando con una conferenza internazionale le potenze dell'epoca decisero di adottare la linea che passava per l'osservatorio di Greenwich, in periferia di Londra, una convenzione che la Gran Bretagna già usava da un secolo e che riusci' a imporre con successo alle nazioni rivali. Pare che il Meridiano di Ferro, che continuo' a essere usato da Francia, impero austro ungarico e Germania, fosse un po' troppo approssimativo, d'altronde non c'erano osservatori sull'isola, e quindi cadde in disuso. E poi c'erano ragione di geopolitica. 
   Il faro della Punta de l'Orchilla, nell'estremità occidentale, e' ancora oggi l'ultima terra emersa che si vede prima di attraversare l'oceano Atlantico.  Non e' più la fine del mondo, ma la fine dell'Europa.  

 

Inquinamento/Canarie, le spiagge di micro plastiche

 La Gomera (Isole Canarie), 29 dicembre 2020

   Ho partecipato a una campagna di pulizia organizzata da una piccola ma molto attiva associazione ecologica, Aglayma, che da qualche anni è incaricata dalle autorità locali di ripulire le coste de La Gomera, l'isoletta a sud di Tenerife. Insieme a una trentina di volontari abbiamo ripulito un tratto di litorale che fa parte della riserva di Pantallana. Si trova a una decina di chilometri a nord della città principale di San Sebastian ed e famosa perché qui sorge una bellissima ermita (eremo) dedicata alla Madonna di Guadalupe, protettrice dell'isola  (ne avevo parlato in questo post).

I volontari davanti all'Eremo di Pantallana

   Le plastiche che inquinano questa costa rocciosa sono esclusivamente di origine marina, portate dalla corrente da nord est e dal vento degli alisei che spira costante dal lato settentrionale dell'isola. Essendo una riserva protetta non ci sono insediamenti abitativi e neppure flussi turistici. Oltre tutto non e' una spiaggia di sabbia, ma di sassi abbastanza grandi. Ogni marea lascia quindi un nuovo strato di detriti. Si trova di tutto, da copertoni, alle onnipresenti bottiglie di acqua, da zainetti, abbandonati forse dai migranti che scappano dalle coste africane, a resti di reti da pesca fino al contenitore giallo della sorpresa degli ovetti Kinder Ferrero. In un paio di ore ho raccolto più o meno una decina di chili, in maggioranza plastica,  concentrandomi anche sui pezzi più piccoli, come i tappi di bottiglia. Ero tutto sommata soddisfatta fino a quando non ho fatto una scoperta terrificante. 

   Per tirare fuori una corda ho spostato alcuni sassi e sotto, più o meno a una spanna di profondità, ho visto altri frammenti di plastica. Appena ho cercato di afferrarli mi si sono sbriciolati tra le dita. Sbriciolati in pezzi cosi' piccoli che era praticamente impossibile raccoglierli, manco con una pinzetta per le ciglia. Con delicatezza ho cercato di estrarre un tappo di bottiglia, ma sotto un altro sasso ne e' comparso un altro, e poi un altro ancora. Insomma tutta la spiaggia, a circa 20 o 30 centimetri di profondità era una distesa di micro plastiche, probabilmente più vecchie o forse solo risalenti a maree piu' basse. Come diversi strati geologici. Non avevamo ripulito che la superficie, probabilmente alla prossima marea, e qui le maree sono di circa 2 metri ogni sette ore, rispunta fuori tutta l'immondizia. E le micro plastiche, alcune invisibili, finiscono inevitabilmente in mare e l'intero ecosistema e' cosi' compromesso per sempre. Pensateci la prossima volta che comprare una bottiglia di acqua.