Gibilterra, dove regna la Giarrettiera (stemma del Regno Unito)

Gibilterra, 27 Ottobre 2018

   “Honi soit qui mal y pense” . Questa scritta, che in francese suona più o meno così, `sia svergognato chi pensa male’, è incisa nel bronzo di un cannone che ho visto nel giardino botanico della Rupe di Gibilterra. Le parole sono parte integrante dello stemma reale del Regno Unito, uno dei più antichi d`Europa, che è raffigurato anche sui passaporti dei cittadini di Sua Maesta`.

   Incuriosita dalle bizzarre parole, ho cercato di capirne il significato. Il motto appartiene all’Ordine cavalleresco della Giarrettiera, un esclusivo club nobiliare fondato nel Medioevo e che tuttora continua a esistere anche se molti ne hanno dimenticato le origini storiche. Fu infatti istituito nel 1343 dal re Edoardo III in seguito a un curioso episodio accaduto durante un ballo di corte in cui una contessa perse niente meno che una giarrettiera. All`epoca non c`erano i collant e le calze erano sostenute da nastri di seta o di pizzo diventate poi sinonimo di biancheria sexy. Accorgendosi dell`incidente, si narra che il re si offrì per aiutare la signora a rindossare la giarrettiera (o secondo un`altra versione se la legò a un ginocchio). A sua giustificazione il monarca pronunciò poi la fatidica frase, `Honi soit qui mal y pense`, probabilmente per mettere a tacere le male lingue o forse per scherzare, chissà. In francese perché questa era la lingua parlata dalla nobiltà europea.

   Da qui non è ben chiaro come sia nata l`idea di creare un `club` di cavalieri della Giarrettiera, una idea che sembra più una goliardica trovata di bontemponi che un’ associazione di potenti teste coronate come è poi diventata nei secoli . Leggo che dell`Ordine fanno parte 24 `cavalieri` e `cavallerizze` (stranamente l`Ordine è aperto alle donne) scelti direttamente dalla Regina. Il loro simbolo è appunto una giarrettiera azzurra listata d`oro e sormontata dalla celebre frase. Ne fanno parte d’ufficio i membri della famiglia reale e in seconda battuta i più potenti monarchi del mondo. Gli ultimi arrivati sono Felipe VI di Spagna e il giovane re d`Olanda, Willem Alexander.
   Lo stemma dell`Ordine della Giarrettiera, come appare sui cannoni di Gibilterra fusi nel 1734 come vedo dalla data impressa sulla coda, è anche l`emblema ufficiale della Regina e dell`esercito inglese, e sottolineo `inglese` perché’ gli scozzesi ne hanno un altro. Il motto dell`Ordine, anche questo in francese e anche questo sui passaporti, è `Dieux et mon Droit ` (Dio e il mio diritto), che in pratica sancisce un diritto divino a governare, pure questo mutuato dai sovrani francesi dell`epoca pre illuministica.
    Probabilmente pochi britannici conoscono la storia dello stemma impresso nel loro passaporto e il significato delle parole in francese. L`ho chiesto a un amico di una certa età e non lo sapeva. Chissà se dopo Brexit lo stemma sarà tradotto…
   Ogni pietra di Gibilterra trasuda di storia. La Rupe, una delle due mitiche colonne di Ercole che costituiscono la porta d`ingresso del Mediterraneo (l`altra è collocata nella città autonoma spagnola di Ceuta), ha subito indenne ben 14 assedi, tra cui il Grande Assedio del 1779 durato oltre 3 anni e con perdite immense. A questo assedio è dedicato un museo all`aria aperta, con dei `tableau vivant`, dopo l`ingresso della Rupe (che è a pagamento, 6 euro per salire a piedi). Qualcuno conta come quindicesimo assedio quello imposto dal dittatore Franco nel 1969 e che durò fino al 1982 quando furono riaperte le frontiere con la Spagna.
   Secondo una superstizione popolare, Gibilterra resterà britannica fino a quando ci saranno le scimmie sulla rupe. I famosi macachi, ufficialmente le uniche scimmie `europee`, una delle attrazioni turistiche della colonia, sono meno aggressive dei loro consimili indiani, ma io ero lo stesso terrorizzata a scavalcare le madri che allattavano i piccoli distese sulla scalinata che porta alla cima. Le scimmie sono nutrite dai guardia parco, ma sono sempre in cerca di cibo e pronte a saltare sui malcapitati turisti che però sembrano divertirsi.
   Al di sotto della Rupe la vita scorre lenta, come in un villaggio della campagna inglese. Tutti si conoscono e hanno un forte senso di appartenenza dovuto a secoli di resistenza contro nemici esterni. La Spagna non ha mai rinunciato a rivendicare la sovranità su Gibilterra che sarebbe stata ceduta agli inglesi in virtu` del Trattato di Utrecht del 1713. È una disputa dormiente o meglio dimenticata che potrebbe però ritornare in auge presto con le conseguenze della Brexit. Il confine è quasi inesistente. Dopo una certa ora di sera è perfino sguarnito. Mi è capitato di attraversare la pista di atterraggio, che divide Gibilterra dalla città spagnola di La Linea senza che nessuno mi controllasse i documenti.
   Il traffico stradale e pedonale viene bloccato ogni volta decolla o atterra un aereo, più o meno 4 o 5 volte al giorno. È l`unico `passaggio a livello` al mondo su una pista di decollo ed è abbastanza divertente per certi versi. C`è un progetto di costruire un tunnel sotto lo scalo, ma è stato bloccato. Effettivamente l`aeroporto rappresenta un`ottima barriera territoriale.
   Un altro piano, decisamente più futuristico, di una galleria di 14 km tra Spagna e Marocco, è stato accantonato o non è mai stato preso seriamente in considerazione dato il costo elevato e la difficoltà di realizzazione per via delle forti correnti e del fondale. I collegamenti con i ferry (sia con la spagnola Ceuta che con la marocchina Tangeri, poi sono ottimi e quindi non si vede lo scopo di una maxi opera del genere tra le colonne di Ercole.