Chittorgarh, la Masada dell’India

Chittorgarh, 18 dicembre 2015
   Sono partita da Jaipur alle 11 quando l’aria ha cominciato a riscaldarsi e sono arrivata al tramonto a Chittorgarh o Chittor dopo oltre 300 km e la solita serie infinita di chai. Un bel pezzo ma tutto di autostrada, tra un paesaggio collinare tutto ondulato e senza citta’. E’ stata dura un po’ per il freddo, sembra che in questi giorni ci sia una ondata di gelo dall’Himalaya. Ogni km mi dicevo...sto andando sempre piu’a sud resisti....


    Mi sono sistemata in un hotel nella citta’ nuova vicino alla stazione. Per arrivarci ho passato una zona industriale allucinante, qui ci sono le miniere di zinco, fin dall’antichita’ e qui c’e’una delle piu’ grandi raffinerie di zinco del mondo, la Hindustan Zinc Limited, del gruppo Vedanta. C’e’ anche un cementificio e una centrale nucleare, che e’una delle piu’ vecchie essendo stata costruita nel Settanta con l'aiuto dei canadesi. La collaborazione termino' poi con il primo test nucleare del 1974 nel deserto di Pokhran. Sul progetto c'e' un documentario "Juggernaut".
   Chittorgarh e’ famosa per il suo antico forte, il piu’ grande del Rajasthan, che sorge sulla collina che domina la citta. La sua storia e’ legata alla casta dei fieri e baffuti Rajput, i guerrieri del Rajasthan, ancora oggi fiore all’occhiello dell’esercito indiano.
     E’ una storia truculenta. In un paio di secoli, dal 1300 in poi, ha subito tre assedi in cui gli abitanti della citta’ si sono suicidati piuttosto per non cadere nelle mani degli invasori. Comprese le donne chesi sono immolate nel fuoco, un rituale chiamato “jahaur”. Insomma come Masada, l’inespugnabile fortezza sul Mar Morto simbolo della resistenza degli ebrei contro le truppe romane. In questo caso gli invasori erano sultani da Delhi e poi i potenti Mughal.

    La citta’ fu fondata da Rana Khumba (1433-1968) che leggo su Wikipedia e’ paragonato a un Lorenzo De Medici perche’ dava molta importanza alle arti.
   In effetti, dalle rovine sopravissute dentro il forte, si nota una certa ricchezza e raffinatezza di stile. Inparticolare, sono rimaste due torri interamente scolpite, dentro fuori, con immagini sacre e profane. Sono salita sulla ‘Torre della Vittoria’, e penso di essere tra le ultime fortunate che lo hanno fatto perche’ mi hanno detto che presto la chiuderanno al pubblico.
    Chittor e’ anche legata al culto della poetessa Mirabai, figura medioevale, devota del dio Krishna, i cui versi si ricordano ancora oggi. C’e’ un tempio a lei dedicato. Le rovine del forte sono vastissime, ci vuole almeno mezza giornata a visitarle. Io invece mi sono seduta a prendere il sole nel palazzo della bella Padmini che sorge davanti a una cisterna, fantasticando sulla sua leggenda.
    Padmini, moglie di uno zio del sovrano locale, era stata vista nel riflesso di uno specchio (pensa un po’) dal sultano Ala ud Din Khilji, uno dei guerrieri afghani, che aveva catturato Delhi. Se ne e’ invanghito a tal punto che ha deciso di catturare Chittor per averla, ma la Padmini, con le sue ancelle vestite con sari color zafferano, si sono date fuoco piuttosto che soccombere al mussulmano.


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