Visualizzazione post con etichetta supermercati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta supermercati. Mostra tutti i post

Al Wal Mart ci sara' la pressa per l'olio di senape?


     Il giorno dopo il via libera ai supermercati stranieri sono andata a fare un giro all’Ina market, uno dei mercati alimentari del sud di New Delhi piu’ famosi, soprattutto tra i diplomatici e ricchi indiani. Era infatti li’ che si trovavano un tempo prodotti di ‘’contrabbando’’, come cereali Kellog, la pasta Barilla, i sottaceti e anche, sotto banco, il vino quando l’India era un’economia chiusa nella sfera sovietica. Poi le frontiere si sono aperte negli anni Novanta e i prodotti importati sono diventati piu’ diffusi. Ovviamente sempre a sud di Delhi e sempre in alcuni selezionati mercati, non ovunque. 
      Si chiama ‘’I.N.A.’’ da Indian National Airways, una compagnia aerea privata ai tempi degli inglesi. Di fatti accanto c’e’ il vecchio aeroporto di Delhi, oggi usato soltanto per il movimento dei leader come Sonia Gandhi e per ospiti.
     Anche se ormai si trova tutto anche in altri mercati, all’INA si va ancora per comprare le primizie, tipo gli asparagi oppure il pesce o vari crostacei . Basta soltanto superare il tanfo incredibile che soprattutto quando fa caldo e’ da svenimento. E non essere deboli di cuore a vedere sgozzare galline, mentre granchi saltellano nel rivoletto della fogna.  Avevano provato a introdurre norme di igiene, ma non ci sono riusciti e dopo un po’ tutto e’ tornato come prima.
    Mentre passeggiavo, senza una meta precisa, pensavo tra me e me che tutto questo presto finira’ quando al posto dell’INA market ci sara’ un bel Wal-Mart o Carrefour. Potrebbe essere non cosi’ lontana quella data.
    Dopo aver preso un ‘’rasmalai’’ (dolce di latte e pistacchi) mi sono imbattuta in un negozietto dove c’era una strana e rumorosa macchina che sputava fuori dei residui marrone cuoio che un operaio poi rimetteva dentro. Mai visto un aggeggio del genere (FOTO SOPRA). L’odore pungente mi ha fatto pensare che stavano producendo qualcosa di commestibile, ma non capivo. Ho quindi chiesto al negoziante e ho scoperto con mia grande meraviglia che stavano producendo olio di senape (‘’mustard oil’’), che e’ l’olio che tutti quanti, me compresa, usano per friggere. Pare che la senape (piante dai fiori gialli) in India cresca spontaneamente...In pratica, la macchina ingoiava i semi di senape (quelli neri) e li schiacciava per far uscire olio. Come una pressa per olive insomma. Sono rimasta attonita. Ecco a cinque minuti da casa, ancora una volta, l’India mi stupiva. Ho fatto un terzo grado al commerciante che pero’ non era molto loquace. Mi ha detto che si’, di solito, l’olio non lo fanno piu’ nei negozi e che ci vogliono tre chili di semi per un litro di olio. C’erano in effetti delle bottiglie di olio in vendita senza etichetta. 
     A casa poi scopro che l’olio di senape in Europa vendono in farmacia perche’ ha proprieta’ terapeutiche. Rido perche’ qui fanno lo stesso con l’olio di oliva, e’ in farmacia e si usa per i capelli. 
     Mi chiedo se Wal-Mart manterra’ il ‘’pressa senape’’, un pezzo da museo etnoarcheologico, o se troveremo al suo posto scaffali di olio d’oliva Carapelli.  Ieri sera, il primo ministro Manmohan Singh e’ andato in televisione a dire ai suoi connazionali che i supermercati stranieri sono necessari a ‘’salvare l’India’’ dalla crisi mondiale. E’ venuta l’ora delle ‘’tough decisions’’ ha detto.  Gia’ ed e’ anche scoccata la condanna dell’INA market.