Pian della Mussa (Lanzo Torinese), 28 luglio 2026
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| Pian della Mussa (Lanzo Torinese), stambecco sul sentiero per il rifugio Gastaldi |
Ho scattato questa foto mentre percorrevo il sentiero che da Pian della Mussa, nella valle di Lanzo Torinese, sale allo storico rifugio alpino Bartolomeo Gastaldi (2650 metri). Si tratta delle Alpi Graie piemontesi, al confine con la Francia, dove si trovano le sorgenti della Stura di Ala, che rifornisce di acqua potabile Torino.
Più o meno a metà della camminata, ero già sopra i 2000 metri di quota, ho alzato lo sguardo e mi è apparso questo stambecco solitario, in posa plastica su uno sperone di roccia, con sullo sfondo le vallate roventi per il caldo estremo di questo luglio. A prima vista mi è sembrata una immagine bucolica, un incontro inaspettato con il più regale degli abitanti di queste vallate, immortalato in dipinti e sculture, simbolo della fauna montana che ancora sopravvive all'antropizzazione e al cambiamento climatico.
Più tardi però guardando meglio la foto mi sono accorta del paesaggio arido, dell'erba ingiallita e della foschia da calura che sale dal fondovalle. Non è una foto così idilliaca. Perfino lo stambecco sembra aver caldo. Forse non vede l'ora di liberare il suo corpo da tutta quella lana accumulata in inverno. Il mantello è arruffato, sta facendo la muta. Lo immagino a strofinarsi con forza contro gli arbusti per staccare la pesante pelliccia.
Il caldo e la mancanza di pioggia stanno letteralmente desertificando le montagne. Gli alpeggi sono completamente ingialliti, niente più mirtilli o lamponi e i pochi ghiacciai perenni sono ormai ridotti ai minimi termini. Non sono più scenari apocalittici, è la realtà. Purtroppo.
