"Jai Ho" Sonia, ma lasciamo stare i bambini


Non ho idea di cosa Sonia Gandhi abbia promesso ad Azhar e Rubina Ali, i baby attori di Slumdog Millionaire, ma trovo che quello accaduto oggi sia davvero una caduta di stile per la presidente del Congresso e indiscussa primadonna della politica indiana. I due piccoli artisti sono usciti dal numero dieci di Janpath agitando un santino di Sonia e cantando “Jai Ho”, il motivetto da Oscar che è diventata la colonna sonora della campagna elettorale del Congresso. Jai Ho è quello che l’inno Forza Italia è stato per Berlusconi. Non so se dietro ci siano gli spin doctor della Famiglia o se è un’idea dei genitori dei bambini che hanno chiesto a Sonia un alloggio in muratura al posto della baracca di lamiera in cui vivono a Dharavi. Capisco la macchina di Hollywood che non si fa molti scrupoli a divorare tutto quello che trova sul suo cammino, ma non me lo aspettavo dal Congresso. E non mi si venga a dire che almeno i due bambini hanno goduto di una giornata da sogno a Delhi tra shopping, leccornie e un bagno in piscina nella farm-house della coppia di stiliste Ashima-Leena, le autrici di questa trovata pubblicitaria. Stasera sono andata alla loro sfilata, alla Fashion Week (quella sponsorizzata da Wills Lifestyle, non l’altra concorrente dell’Emporio) e ho visto Azhar e Rubina con le loro faccette sorridenti nella bolgia infernale delle telecamere e microfoni dove mi sono fatta largo a furia di spintoni per rubare almeno uno scatto. Ma perché invece della pubblicità a dei costosissimi pezzi di stoffa, non parliamo di dove vivono e di dove vanno a scuola?

1 commento:

indonapoletano ha detto...

Cara Mariagrazia, e chi ci leggerebbe se parlassimo di dove vivono e di dove vanno a scuola? E' triste, brutto, ma è la realtà. Per questo io mantengo il silenzio, non ho mai scritto niente di loro perchè, in ogni caso, per me è uno sfruttamento dei bambini, il film è una presa per il c..o per tanti, una pura operazione mediatico-commerciale. Il silenzio è la migliore arma. E io sto zitto.