Yoga tantrico, ma che sarà mai?


Che l’India fosse un paese bacchettone, un po’ come da noi prima del 68, lo avevo capito. Ma non fino a questo punto. E’ successo che nel fine settimana mi trovavo a Rishikesh. Come al solito incuriosita dalla quantità di corsi di yoga, per cui Rishikesh è famosa nel mondo, sono finita in una lezione introduttiva di “Trika Yoga”, sottotitolo “esoteric yoga”. Intrigante, eh? L’orario, alle 9,30 del mattino mi andava bene, e poi come prima lezione era pure gratis. Mi aspettavo le solite contorsioni impossibili accompagnate da incomprensibili definizioni. Invece no, mi sono ritrovata davanti a una predica domenicale sulla corruzione della nostra società, sulla ricerca del materialismo, dell’esteriorità a discapito della conoscenza del nostro io. Parole che oggi neppure i preti di campagna più bigotti osano più pronunciare. Lo yogi, un giovane indiano, con British accent, era davvero un ottimo oratore. “Perché dedichiamo tanta attenzione al nostro corpo che è solo un involucro? E come se avessimo un mulo e invece di usarlo per trasporto, ce lo carichiamo sulle spalle tutto il tempo”. "Già ma lo yoga che c’entra?" mi sono chiesta abbastanza spazientita. Dopo la premessa Kushru Mistry è arrivato al punto. Yoga non è quello che si fa oggi “nelle palestre al ritmo dei Rolling Stones”, ma è una scienza esoterica, chiusa, accessibile solo a pochi adepti, “come la cabala per gli ebrei, il sufismo per i mussulmani e lo gnosticismo per i cristiani”. Lo yoga oggi sarebbe in via di estinzione, nonostante il proliferare di scuole e di maestri “che chiamano “yoga” una pratica che non è tale”. Chissà perché mi è venuta in mente la pizza, allo stesso modo ci vorrebbe una tutela della denominazione, ma l’esempio sarebbe stato irriverente. Secondo gli antichi maestri, “che avevano la pancia come vedete dalle foto appese qui ai muri” ogni "asana" (posizione) dovrebbe essere mantenuta per tre ore e 45 minuti in modo da mettere in contatto il nostro corpo con il resto dell’universo. Attraverso una certa posizione fisica e la concentrazione mentale attacchiamo la spina al sole o agli astri per ricevere l’energia di cui abbiamo bisogno”. Da ignorante come sono in materia, mi sono illuminata. Finalmente ho capito cosa è lo yoga, almeno credo. Ma il bello doveva venire. Dopo aver pubblicizzato il corso (ho visto dopo sul website che è una scuola internazionale ed è stata fondata da un ingegnere romeno che astutamente si è battezzato Swami Vivekananda, come il filosofo ottocentesco), Kushru ha detto che terrà anche un workshop di yoga tantrico, non incluso nel prezzo, di una settimana, dedicato a coloro (meglio coppie "così possono mettere a frutto subito quanto imparato") che vogliono potenziare la propria energia sessuale. “Qui non è come in Thailandia – ha detto con un certo imbarazzo – non posso insegnare certe cose senza che la gente mormori… non posso neppure mettere il corso sulle locandine…le voci corrono veloci qui a Rishikesh. Sappiatelo, inizia il 19 ottobre, costo 9 mila rupie, sono previsti anche dei filmati, ovviamente a casa mia…”. Di fronte al mio sguardo allibito poi ha aggiunto: “non sono porno, non preoccupatevi, è solo yoga!”.

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