Yoga, il mio esordio alla scuola Sivananda

Non so se e' l'eta' oppure il richiamo della ''misteriosa'' India dopo dieci anni di permanenza , ma la scorsa settimana ho iniziato un corso di yoga in uno dei piu' famosi e tradizionali centri. E' il Sivananda Ashram, che ho scoperto ha sede in Canada e una grossa base a Rishikesh. A New Delhi ha uan palazzina nel quartiere di Greater Kailash frequentato quasi esclusivamente da stranieri. Il corso, prevede 8 lezioni di 90 minuti per una ''donazione'' di 3 mila rupie (circa 50 euro). Alla spesa va aggiunta quella del tappetino da yoga che io non avevo.


L'ashram e' basato su insegnamenti e tecniche diffuse dal santone Sivananda, un medico tamil fondatore di un' associazione religiosa chiamata ''Divine Life Society'', morto nel 1936 e da un altro suo ''collega''. Entrambi sono venerati e ricordati nelle preghiere all'inizio e alla fine delle lezioni. Sivananda ha scritto 200 libri su yoga ed e' un autorita' nel settore.

Mi hanno spiegato che si tratta di ''hatha yoga'', che e' la forma classica e che alterna le classiche posizioni (asana, che sono ben 84 mila) con la meditazione e respirazione (pranayama e kapalabhati). Sono quando si respira con le narici e con il diaframma che va su' e giu' a scatti. Cose che vedo fare al parco al mattino da quasi tutti i gli indiani. Non ho mai capito dove vanno gli indiani a scuola di yoga, forse nascono gia' con le dita a ''chin mudra'' (cerchio con pollice e indice che significa connessione con l'Io). In realta' sembra che ci siano solo stranieri nei vari centri.

Leggo nel manuale che ci hanno dato che gli antichi saggi hanno sviluppato un sistema per ritardare l'invecchiamento naturale del corpo e della mente per potere meglio indagare nella profondita' dell'Io. Sivananda predica cinque principi: esercizio fisico, respirazione, rilassamento, vegeratarianesimo e pensiero positivo. Io purtroppo ho sempre soltanto praticato il primo, mi mancano gli altri quattro. E' quello che sto cercando di imparare.

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