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LA FOTO/ Berlino, la ferita sanguina ancora

Berlino, 30 agosto 2025

Questo murale dell'artista grafico Marcus Haas campeggia su un edificio della Bernauer Strabe di Berlino, lungo la 'striscia della morte', dove per 28 anni fino all'agosto 1989 c'è stato il doppio muro. 
Guardando l'enorme 'bistecca' si ha quasi la sensazione fisica di lacerazione delle carni. Berlino e l'Europa sono state lacerate dalla guerra e dal nazifascismo. L'opera, realizzata nel 2016 da un collettivo di street art e intitolata If walls could talk, doveva restare tre mesi. Invece è ancora qui, come monito contro i venti di guerra che tornano a spirare sul continente europeo. Evidentemente la ferita non si è mai rimarginata.

MEDIA/Guerra, quando la pubblicità è indecente

Sappiamo tutti che senza pubblicità i giornali non possono sopravvivere. E' già un miracolo se la carta stampata riesca a campare con paginate di inserzioni. Però ci dovrebbe essere un limite, non al contenuto, ma al posizionamento.Per esempio, trovo indecente che sotto un articolo di cronaca sui bombardamenti a Beirut compaia una pubblicità che celebra il confort domestico. E' quello che ieri succedeva sul Corriere della Sera. Titolo: Raid nel cuore di Beirut: nove morti. Israele espande le operazioni a Sud. Sotto l'articolo campeggia lo slogan Joyful Living (Vivere felici, sarebbe più o meno) e una gioiosa ragazza in minigonna tranquillamente seduta in salotto.


Un accostamento decisamente di cattivo gusto che la dice lunga di quanto siamo assuefatti alle notizie di massacri, bombardamenti, morti, ecc.  Sono convinta che nel "cuore" di Beirut, non siamo a Gaza, probabilmente esistono salotti simili con prodotti disegnati dalla marca italiana in questione. E anche gli occupanti di questi salotti potevano forse praticare il joyful living prima delle "operazioni" di Israele (da notare il linguaggio rispettoso del Corsera).