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Quando i pomodori costano più che in Europa (e dicono che l'inflazione non c'è)

New Delhi, 3 agosto 2017

   Ufficialmente in India l'inflazione è contenuta e di fatti ieri la Banca centrale ha tagliato i tassi di interesse. Ma oggi io a New Delhi ho comprato i pomodori alla cifra record di 100 rupie al chilo (circa un euro e mezzo), che é più o meno quello che si paga in Italia per dei semplici pomodori da sugo. E non  li ho comprati da un fruttivendolo al Khan Market, il mercato degli stranieri e dei ricchi indiani dove gli affitti sono come sulla Fifth Avenue, ma sul carrettino sotto casa in un quartiere popolare. E non sono quelli di Pachino, ma dei pomodorini striminziti.
   Pare che il motivo di questo rincaro sia il maltempo, ma come spesso accade anche da noi, forse è semplice speculazione.  
   Non solo i pomodori, ma tutti i prezzi dell'ortufrutta sono alle stelle. Sono appena tornata dall'Europa e sono scioccata. Decisamente è meno caro fare la spesa a Milano. Veramente non so come facciano gli indiani a sostenere certi costi per il cibo. Probabilmente hanno eliminato i pomodori dalla loro dieta.  Ma anche le cipolle, onnipresenti sulla tavola degli indiani, fanno piangere il portafoglio. Per non parlare della frutta, in questa stagione solo pere e qualche mela, sulle 200 rupiee. Meno male che ci sono sempre le papaye e le banane.
    Eppure il governo di Narendra Modi, che quando era all'opposizione attaccava il Congresso dei Gandhi per il caro cipolle, continua a dire che non c'è inflazione...
    Non sono beni di sussistenza, ma anche i prezzi dei visti gli stranieri in India sono saliti. Da giugno c'è stata una impennata fino al 50% per alcune categorie. Il mio che è un  J-visa (journalist) è passato da 7000 rupie a 10 mila rupie. In cambio però all'FRRO gli impiegati ti offrono le caramelle.        Insomma l'India si sta lentamente adeguando alle condizioni occidentali, a torto o a ragione, lo si saprà solo in futuro.