ALLE SORGENTI GANGE/3 – La ‘’nuova’’ Tehri e l’impatto con i pellegrini


Nell’incrocio principale di New Tehri, costruita al posto della vecchia citta' ora sommersa sotto il Gange, c'e' un monumento sferico che somiglia a un pallone da calcio. Ho chiesto a due tre persone, ma tutti mi hanno detto che e' per ''decorazione''. Il bello e' che dietro il pallone c'e' un mercato coperto che - giuro - ha la stessa forma di una cattedrale, tipo quelle goane, con una maestosa scalinata davanti. Ho chiesto se per caso era una vecchia ''chiesa'' (so la parola in hindi, e' girja ghar), ma lo hanno categoricamente escluso.

A parte le stranezze architettoniche, i poveri sfollati di Tehri non so se ci hanno guadagnato. Non so come era prima di sprofondare sotto il fiume Bhagirati, ma la sua nuova gemella a quasi mille metri piu' in su e' un orribile ammasso di cemento. Il tentativo di riprodurre la vecchia Tehri, gloriosa capitale del regno medioevale di Garhwal (vedi qui), non deve essere riuscito molto bene, nonostante la relica di una torre campanaria che era il simbolo della citta’.
Un ragazzo che era alla reception del mio hotel, uno di questi parallelepipedi di calcestruzzo con i lavandini nuovi ma senza tubo di scarico sotto, mi ha detto che ''30% e' contento, ma il 70% non lo e' affatto e preferiva stare a Tehri, che con la sua posizione strategica alla confluenza di due fiumi era il centro nevralgico della vallata. Lui aveva un ristorante prima.

Le proteste non ci sono piu' e nemmeno non c'e' traccia, ma tutti conoscono Sunderlal Baguguna, anziano pacifista e ecologista che si era battuto contro il progetto e che ancora oggi e' l'ispiratore delle battaglie contro le dighe. Abita con la moglie a Koty Colony, uno dei pochi villaggi risparmiati dalle acque. Dalla sua casa, c'e' una splendida vista dell'enorme bacino idroelettrico da cui spunta un’’’isola’’, la sommita’ di una collina dove si vedono i resti di un tempio e un palazzo storico. Una inserviente mi ha detto che era a Dehradun dove ha l'ufficio, ma sono riuscita ad avere un contatto.

Lasciandomi alla spalle la diga e il suo impressionante bacino lungo 50 chilometri, uno dei piu' grandi al mondo, mi sono addentrata nella vallata verso il corso superiore del Baghirati. La strada passa sulla cresta, non a valle e quando scende un poco, mi diverto a spegnere il motorre per sentire il silenzio della vallata.Ci sono pochi mezzi, solo bus e jeep di turisti.

Ma a causa di un temporale, che gia' si annunciava fin dal mattino, mi sono fermata prima del programma a Chamm e ho fatto il mio primo incontro con gli yatri. Il gestore dell'hotel, altro casermone, me lo aveva detto, ‘’aspetta due ore e vedrai cosa succede’’. Sono scesa a mangiare e mi sono accorta che praticamente ogni superficie disponibile e' stata occupata dai pellegrini. Nel ristorante e reception ci sono decine di corpi avvolti nelle coperte. Sembrano sfollati a qualche enorme catastrofe. La strada fuori e’ bloccata da decine di autobus in doppia e tripla fila. Ho parlato (a gesti perche' non parlavano ne' hindi ne' inglese ma solo marathi) con un gruppo che arrivava da Puna e che aveva appena completato il char dham in otto appena giorni giorni....Mi sento in colpa, io da sola a occupare una stanza dove c'e' un letto matrimoniale e un altro singolo....

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