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Canarie / E' tornato il calima, lo scirocco dell'Atlantico

  Valle Gran Rey (La Gomera /Canarie Orientali), 17 febbraio 2021

Da due giorni le isole Canarie sono avvolte da una fitta foschia giallo arancione sollevata dal vento dell'Africa, il "calima" come viene chiamato dalla gente del posto. E' un vento caldo che spira da Est, dalle coste del Sahara, e che porta la sabbia del deserto. Questo fenomeno atmosferico può durare diversi giorni e spesso provoca allergie e irritazioni per l'elevato livello di polveri sottili.


L'agenzia meteorologica spagnola Aemet aveva pubblicato una 'allerta gialla' per le giornate di lunedì e di ieri per la presenza di forti raffiche e di polveri. Le previsioni sono state corrette. Il vento e' 'entrato' puntuale lunedì mattina anche nell'isola della Gomera con forti raffiche e velando il sole con una coltre gialla.

   Nel mio ancoraggio a Valle Gran Rey, dove mi trovo con la mia barca a vela Maneki, c'e' stata un po' di apprensione, e ognuno si e' sistemato come meglio poteva, chi mettendo altra catena, chi aggiungendo una seconda ancora oppure cercando riparo nel vicino porto di pesca di Vueltas. Ci sono stati anche momenti di panico quando una barca di otto metri di un marinaio sudamericano ha cominciato ad arare rischiando di finire contro la mia. Per fortuna il proprietario era a bordo e mi ha dato una mano a spostare Maneki in un luogo più distante e poi a sua volta, con l'aiuto di altri marinai, ha dato fondo con un ancora più' grande e con più' calumo (in gergo marinaresco il cavo o la catena legata all'ancora e posata sul fondale). 

   Da parte mia ho dato fondo a tutta la mia catena, 45 metri in circa 11 metri di profondità, e Maneki ha tenuto bene. Le raffiche, di 30/35 nodi, la facevano piroettare e piegare su un fianco, pero' non si e' mai mossa. Ho anche usato una delle tante app per monitorare via GPS la mia posizione e attivare un allarme  in caso di 'aratura'. In piu' ci si controllava tra 'vicini' di barca via radio VHF.

   Il calima e' abbastanza comune a inizio primavera, quando il tempo e' perturbato da diverse depressioni che giungono dall'Africa e che prendono il posto del quasi onnipresente anticiclone delle Azzorre che stazione sull'arcipelago spagnolo facendone uno dei migliori clima del mondo. Anche lo scorso febbraio un fortissimo calima si abbatte' per diversi giorni sulle Canarie scatenando anche furiosi incendi a Gran Canaria. Erano i giorni dell'inizio della pandemia e si scherzava dicendo che alle Canarie avevano altri problemi più gravi del virus e altrettanto dannosi per i polmoni ...

   Anche se il vento cessa per diversi giorni il cielo rimane 'arancione' e un sottile strato di polvere gialla ricopre ogni cosa, anche all'interno della barca. Secondo un simpatico detto popolare, a causare il calima sarebbero i beduini del Sahara quando scuotono i loro i loro tappeti al vento del deserto.

LA FOTO/ Non e' il lago di Como ma sono le Canarie

Gran Canaria, 4 Febbraio 2020


   Non e' il lago di Como in una uggiosa giornata di fine inverno, ma l'isola spagnola di Gran Canaria, il buen retiro di tanti europei in cerca dell'eterna estate. A volte anche in paradiso c'e' smog come in Val Padana e questo fenomeno si chiama Calima. Avviene quando tira vento da Est, cioe' dall'Africa.
   Questo vento di scirocco porta con se' sabbia del deserto e umidita' creando quindi questa foschia che copre il cielo e che si infila dappertutto sottoforma di pulviscolo giallo. Non sono sicura, ma penso l'etimologia della parola spagnola "calima" o "calina" abbia una parentela con 'caligine". E per i polmoni e' dannosa quanto l'aria di Milano nei giorni di alta pressione. E' un fenomeno unico delle Canarie e potrebbe essere all'origine delle famose dune di sabbia sahariana che si sono formate a Maspalomas, il promontorio nel sud di Gran Canaria.
   Secondo le leggende popolari, il Calima e' causato dai nomadi africani che sbattono i loro tappeti  quando tira vento verso l'arcipelago dell'Oceano Atlantico.
   Il fenomeno e' pero' tipicamente estivo, ma in questi giorni come nel resto d'Europa anche qui e' arrivata una eccezionale ondata di aria calda proveniente appunto dalle coste africane.