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Ecosistemi/La carezza dell'aliseo sulle foreste de La Gomera

 "Tra vent'anni sarai piu' deluso delle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. E allora molla gli ormeggi. Lascia che gli alisei riempiano le tue vele. Esplora. Sogna". Citazione attribuita a Marc Twain  

La Gomera, 21 maggio 2021


   Gli alisei, o 'trade wind' in inglese, sono i potenti venti che hanno portato Colombo nelle Americhe. Le chiamano 'le autostrade del mare' perche' nei secoli hanno spinto i bastimenti per gli oceani facilitando i commerci e l'esplorazione di nuovi mondi. Ma gli alisei, trascinando aria dal nord carica di umidita', sono una risorsa preziosa anche per le isole dell'Atlantico. Sono essenziali per l'ecosistema terrestre. In questa foto, l'aliseo avvolge le cime settentrionali de La Gomera. Le foreste sempreverdi di lauri coperte di muschio trattengono questa nebbia condensata, che e' come una 'pioggia orizzontale',  e "producono'' acqua. Come una sorgente che non sgorga dal sottosuolo, ma al contrario scende dal cielo e si infiltra nella terra porosa e scende a valle. Con questo ingegnoso sistema, gli alberi della Gomera riescono a  sopravvivere alla perenne siccita' dell'arcipelago e anche a alimentare piccole cascate e fonti perenni.
La foresta del Cedro 


Gli alberi quindi non sono solo importanti perche' trattengono il CO2, ma anche perche' contribuiscono all'approvigionamento idrico e quindi potrebbero essere una soluzione per la carenza di acqua potabile nelle citta'. Una delle tante "nature based solutions' che ci vengono offerte gratis dalla natura.    

Canarie e Covid/Le fontanelle magiche de La Gomera sono rimaste a secco

La Gomera (Canarie occidentali), 25 Novembre 2020

   Tra i tanti luoghi magici dell'isola della Gomera, una delle più piccole e meno turistiche dell'arcipelago delle Canarie, ci sette fontanelle, chiamate Chorros de Epina, che secondo la leggenda hanno poteri curativi e anche divinatori. Si trovano in un bosco di lauri nella località di Epina a cui si accede attraverso un breve sentiero di 10 minuti che parte dalla strada principale per Vallehermoso. Il posto sembra una fiaba incantata, ti aspetti di veder uscire i folletti dagli anfratti rocciosi. La fontana e' composta da sette canalette di legno di erica da cui sgorga, o meglio "sgorgava" la preziosa acqua.


Uso il passato perché quando ci sono arrivata le fontanelle erano completamente asciutte e quindi non si poteva ottenere alcun vaticinio da questa "Sibilla" liquida. C'era solo un po' di acqua stagnante nella vasca sottostante. Forse la fonte era stata chiusa e l'acqua deviata verso usi meno fiabeschi. So che quest'anno la Gomera e' stata colpita  da una grave crisi idrica per via delle scarse  piogge. Oppure le autorità locali hanno forse deciso di chiudere i rubinetti per paura di assembramenti vietati per il Covid19?  Fatto sta che non usciva neppure una goccia.

   E' rimasto il cartello dell'ente turistico con le istruzioni: per ottenere l'amore di una persona bisogna bere dalle fontanelle pari (per le donne) o dispari (uomini) da sinistra a destra. Anticamente i chorros erano solo quattro ed erano attribuiti nell'ordine alla salute, amore, ricchezza e per il quarto non si sa...forse l'allegria (che deriva dalle prime tre). Nulla si conosce sugli altri tre aggiunti in seguito. Si dice che il settimo sia riservato alle donne incinte. Una cannella e' quella delle fattucchiere. 

   Leggo poi che nell'antichità la fontana dispensava anche vaticini alla gente del posto che voleva sapere la propria sorte. Se sgorgava acqua limpida, tutto andava bene, mentre se era torbida bisogna stare attenti alle disgrazie in agguato. Nulla e' dato sapere in caso in cui sia completamente asciutta. Neppure le divinità del bosco si sanno pronunciare sul futuro di questo "annus horribilis".

SLOW TREKKING/Gomera, a passeggio nell'oasi e cascata di Arure

Valle Gran Rey (Gomera), 16 ottobre 2020 

   Si narra che prima di partire per le Indie, Cristoforo Colombo fece un'ultima tappa all'isola della Gomera, nelle Canarie occidentali, per rifornire d'acqua fresca le caravelle e - si narra anche - per far visita alla contessa vedova che governava l'ultimo avamposto spagnolo nell'oceano in Atlantico. In effetti ci sono alcune sorgenti d'acqua alla Gomera, una delle isole più antiche dal punto di vista della formazione vulcanica, che creano lussureggianti oasi nel mezzo di aride vallate. Non mi sto a dilungare sull'origine di questa acqua, che probabilmente scorre in "fiumi" sotterranei, so solo che permette le coltivazioni in una zona dove le precipitazioni sono praticamente assenti.


A Valle Gran Rey, nel sud ovest dell'isola, che ha una forma circolare, si può risalire un corso d'acqua fino a una cascatella coperta di muschio e felci, e' questa la cascata di Arure. E' una camminata che parte dal villaggio di Guru, e che si snoda per circa 7 chilometri sul fondo di un canyon, di livello facile, con una lieve inclinazione, adatta per tutti. Tra i sentieri della Gomera, una rete di 300 km, per tutti i gusti, e' uno dei più belli, a mio parere, per la natura del paesaggio.

Marc Chagal - Cantico dei Cantici (1958) -Nizza

    Per certi versi mi ha ricordato l'oasi di Ein Gedi, nel deserto del Negev, vicino al Mar Morto, in Israele, diventato un parco naturale. Si dice che questo luogo abbia ispirato l'autore (Salomone?) del celebre inno nuziale del Cantico dei Cantici, il sensuale poema d'amore del Vecchio Testamento, che Roberto Benigni ha interpretato nello scorso festival di Sanremo.

    Il punto di partenza, il villaggio di Guru, un villaggio hippy abitato soprattutto da turisti tedeschi, e'  un esempio di come si possa integrare in armonia turismo e natura. Le case in pietra sono state recuperate con materiali di scarto, qualche tocco artistico, e tanta edera, cactus e cascate di fiori. Ci sono anche diverse indicazioni, non ci si puo' perdere. Il sentiero ha l'aria di essere abbastanza popolare, pero' in questi tempi con il Covid non c'e' nessuno. Il turismo sta disertando le Canarie, tra un po inizierà la alta stagione e sono tutti molto preoccupati,

    Fin da subito l'oasi appare sul fondo della vallata, ci sono grandi palme, a volte isolate, a volte a gruppi, ma anche alberi di mango, fichi d'India, canne di bambù, e - mi sembra - degli arbusti simili ai papiri. Su un costone dello stretto canyon, all'inizio, ci sono delle arnie per api e più sotto una piccola cisterna dove confluisce l'acqua del rigagnolo. Il sentiero passa sul fondo, attraversando fitti canneti, e a volte risale un poco sui fianchi, tra massi e enormi radici scoperte. Ci si bagna a volte i piedi, perché e' difficile saltare da una pietra all'altra mantenendo l'equilibrio. Mano a mano che si avvicina alla cascatella, il suono del ruscello cresce. Ci sono due o tre salti d'acqua che formano delle piccole pozze interamente coperte di piante galleggianti, foglie che si nutrono dei sali minerali dell'acqua. A volte ci sono anche delle alghe gialle. 

    La cascata compare quasi all'improvviso, incassata tra le pareti di roccia, alcune a gradoni che si chiudono verso l'alto. E' quasi buio, perche' il sole non riesce a filtrare tra le piante e le rocce. L'aria e' umida e frizzante. Al fondo c'e' una pozza di 20 centimetri dove ci si può immergere i piedi. In questa stagione, ancora molto calda, e' un refrigerio mettersi sotto il salto d'acqua, circa 20 metri, che rimbalza appena lungo la parete di muschio. Non so se in altri momenti c'e' più acqua, quest'anno La Gomera ha sofferto di siccità, c'e' stata una grave carenza idrica.


   Lungo il sentiero si possono vedere dei terrazzamenti, dove in passato si coltivava, forse le banane, ci sono alberi di mango. Ci sono anche delle piantagioni di aloe vera, molto comune alle Canarie, soprattutto per la cosmesi e anche per prodotti farmaceutici. Dal villaggio di Guru si scende attraverso la strada al paese di Valle Gran Rey e da li' al porticciolo di pesca di Vuelta, dove nelle vicinanze c'e' un'altra oasi che scende fino a una spiaggia. 

Il bancomat dell`acqua alla fermata della metro

New Delhi, 7 aprile 2017

   Ieri sono uscita dalla fermata della metropolitana di Mandi House, sulla nuova `violet line`, e ho visto con sorpresa una bella iniziativa. C`e` un `bancomat` dell`acqua potabile, dove si poteva ricaricare la propria bottiglia. Da anni ormai mi batto contro la plastica cercando nei limiti del possibile di non comprare alcun contenitore di plastica, portando sempre con me nella borsa una bottiglia che riempio dove trovo delle fontanelle di acqua potabile, cucchiai e cannucce e, spesso anche un bicchiere. L`obiettivo e` di concludere la giornata con zero rifiuti, Gli amici mi trovano bizzarra, ma io rispondo con le parole del Mahatma Gandhi, `se vuoi cambiare il mondo inizia da te stesso`.
    L`ATM di Mandi House era deserto quando l`ho fotografato, sono stata li` un po` ma non si e` avvicinato nessuno nonostante la calura del pomeriggio. Non so quindi quanto abbia successo, ma almeno qualcuno ci ha provato. E qualcuno come me ha la possibilita` di dissetarsi senza rilasciare plastica nell`ambiente.