Almora (Uttarakhand), 7 giugno 2015
Stremata dalla calura e dall’aria ammorbata di Delhi, due giorni fa ho preso la moto e sono venuta in Himalaya. Detto cosi’ fa un certo effetto, ma e’ esattamente come quelli di Torino che vanno nelle prime vallate alpine per sfuggire all’afa. In 400 o 500 chilometri si arriva gia’ a 1800 metri e si puo’ respirare.
Stremata dalla calura e dall’aria ammorbata di Delhi, due giorni fa ho preso la moto e sono venuta in Himalaya. Detto cosi’ fa un certo effetto, ma e’ esattamente come quelli di Torino che vanno nelle prime vallate alpine per sfuggire all’afa. In 400 o 500 chilometri si arriva gia’ a 1800 metri e si puo’ respirare.
Sono ad Almora perche’ qui in queste valli era venuto Tiziano Terzani a cercare pace alla sua malattia e alla sua inquietudine. Mi interessa capire perche’ aveva scelto proprio queste montagne.
Almora e’a circa 380 km a nord-est di Delhi, ci si arriva passando dal parco di Corbett, quello delle tigri, oppure attraverso Nainital, una cittadina che sorge intorno a un bel lago. Ho fatto sosta notturna in una lodge della riserva dove ci sono frotte di turisti che fanno i safari con gli elefanti e le jeep.
La strada passa per Ranicket, che e’ un’altra meta turistica e buen ritiro degli inglesi. Una mia guida dell’Uttarackand la descrive come un eden fiorito. Adesso e’ decisamente appassito oltre che pieno di rifiuti,come lo sono purtroppo le citta’himalayane.
In questa stagione, e soprattutto dopo il caldo di queste settimane, le foreste di cedri sono cosi’ secche che uno si chiede se non c’e’stato un incendio. Cosa che secondo me e’molto facile dato che e’ tutto ricoperto di aghi secchi. Io non sono esperta di botanica,ma mi hanno detto che e’ normale in questa stagione che i cedri siano mezzi ingialliti.
Vista da lontano Almora sembra una metropoli perche’ si distende in verticale su un intero lato della vallata. Ci sono anche dei palazzoni abbastanza orrendi.
Pero’ poi quando si entra nella parte piu’ vecchia, nella Mall road, si ha un’altra impressione.
Sto in una guesthouse indicata dalla mia vecchia Lonely Planet, ‘Kailas International Hotel’ gestita da un ultra novantenne, Jawahar Lal Shah, un banchiere che e’ stato ‘nazionalizzato’ all’epoca di Indira Gandhi se non sbaglio.
Almora e’a circa 380 km a nord-est di Delhi, ci si arriva passando dal parco di Corbett, quello delle tigri, oppure attraverso Nainital, una cittadina che sorge intorno a un bel lago. Ho fatto sosta notturna in una lodge della riserva dove ci sono frotte di turisti che fanno i safari con gli elefanti e le jeep.
La strada passa per Ranicket, che e’ un’altra meta turistica e buen ritiro degli inglesi. Una mia guida dell’Uttarackand la descrive come un eden fiorito. Adesso e’ decisamente appassito oltre che pieno di rifiuti,come lo sono purtroppo le citta’himalayane.
In questa stagione, e soprattutto dopo il caldo di queste settimane, le foreste di cedri sono cosi’ secche che uno si chiede se non c’e’stato un incendio. Cosa che secondo me e’molto facile dato che e’ tutto ricoperto di aghi secchi. Io non sono esperta di botanica,ma mi hanno detto che e’ normale in questa stagione che i cedri siano mezzi ingialliti.
Vista da lontano Almora sembra una metropoli perche’ si distende in verticale su un intero lato della vallata. Ci sono anche dei palazzoni abbastanza orrendi.
Pero’ poi quando si entra nella parte piu’ vecchia, nella Mall road, si ha un’altra impressione.
Sto in una guesthouse indicata dalla mia vecchia Lonely Planet, ‘Kailas International Hotel’ gestita da un ultra novantenne, Jawahar Lal Shah, un banchiere che e’ stato ‘nazionalizzato’ all’epoca di Indira Gandhi se non sbaglio.























